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Felipe Melo è a casa. Il suo addetto stampa ha fatto sapere che il centrocampista sta bene e non vede l’ora di rientrare a Torino per dimostrare il suo valore. Ha un conto in sospeso con la gente juventina che intende saldare al più presto. Il problema è che se può la Juve lo vende. Vendere, però, non significa svendere anche se dopo il Mondiale le sue quotazioni sono ulteriormente calate. Anzi: crollate. Quel fallaccio contro l’Olanda, che ha messo nei guai i suoi compagni, è stato visto in tutto il mondo con sdegno. Per i nuovi dirigenti è stato un duro colpo. Non è bastato un campionato mortificante in cui i tifosi lo hanno preso di mira fischiandolo senza pietà: è arrivato anche un Mondiale che ha confermato la fragilità emotiva del ragazzo.

In questo momento l’unico club europeo che crede nelle sue potenzialità e l’Arsenal. Wenger pensa di poterlo recuperare e lo accoglierebbe con entusiasmo. Il problema, comunque, è finanziario. Lo scorso anno la Juventus lo ha pagato 26 milioni e non è disposta a darlo via per una cifra troppo inferiore. Uno sconto ci può stare, è addirittura fisiologico, ma un super saldo no. L’Arsenal - assicurano i bene informati - sarebbe disposto a scambiare alla pari il brasiliano con il terzino sinistro Gael Clichy, 25 anni, francese. Si tratta di un mancino naturale che può fare l’esterno ma anche il centrocampista di fascia. È velocissimo. Viene considerato uno dei difensori più veloci al mondo. Con il passaggio di Ashley Cole al Chelsea è diventato punto inamovibile della squadra di Wenger. La Juve è disposta a prenderlo ma vuole un bel po’ di milioni. Di scambio alla pari non se ne parla proprio. Anche perché i londinesi incasseranno tanti euro dalla possibilissima cessione di Fabregas al Barcellona.