177
Eriksen aveva già fatto gol, ma ancora non lo sapeva. Lo avrebbe scoperto di lì a poco. Il destino si era compiuto al fischio di Chiffi, mentre il danese sistemava il pallone sulla zolla giusta: “Gol di Eriksen”. Tutti i gruppi whatsapp a sfondo calcistico hanno ricevuto questo tipo di messaggio molto prima che il pallone finisse in rete; anche in tribuna stampa c’è stato chi si è alzato dal proprio posto per studiarsela meglio quella punizione. Come fosse una storia scritta, un finale anticipato in cui tutti sapevano come sarebbe andata, compresi quelli in campo.

LUCI A SAN SIRO - Il derby doveva deciderlo lui, l’uomo più in discussione del momento. Allontanato prima da Conte e poi da Marotta con frasi inequivocabili: “Ha avuto difficoltà di inserimento, non è funzionale, è un dato oggettivo. Giusto dargli la possibilità di trovare spazio altrove”. E invece Eriksen lo spazio se l’è preso a San Siro, in una delle serate più sentite della stagione. Si parla di Coppa Italia, ma il derby è il derby e la partita si era messa in un certo modo. C’era la volontà di dimostrare chi davvero può “comandare” in città e a fine gara Barella lo ha fatto capire benissimo: “Il Milan è forte ma noi volevamo far vedere di esserlo altrettanto e questa sera lo abbiamo fatto, anzi, abbiamo fatto vedere di essere anche meglio”.
CE LO TENIAMO STRETTO - Una storia già scritta, come dicevamo prima. Eriksen era stato presentato alla Scala e si è ripreso l'Inter in una serata di gala. È vero, mancava il pubblico, ma un anno fa nello stesso stadio e sempre contro i rossoneri, il danese colpì l'incrocio calciando una punizione da 30 metri. Platea estasiata. Dodici mesi dopo, la parabola ha invece deliziato Conte, che a fine partita ha parlato come se non fossero mai esistiti problemi: “Eriksen ce lo teniamo stretto, l'ho esortato a calciare quella punizione perché ha grandi doti balistiche. Gli vogliamo tutti bene, si è perfettamente integrato e speriamo che questo gol gli tolga un po' di timidezza perché abbiamo bisogno di tutti. Ci ha regalato la qualificazione, sono felice per lui”.

L'UOMO IN PIÙ - Eriksen tolto dal mercato, dunque. Almeno a parole. Potere di un gol, viene da dire, visto e considerato che fino a un'ora prima era tutt'altro ciò che il club lasciava filtrare. Capiremo come stanno le cose da oggi in avanti, ma fino a ieri sera il danese era il primo sulla lista dei cedibili e la dirigenza aveva ricevuto da Zhang l'obbligo di monetizzare dalla sua partenza. Forse quella punizione potrebbe scrivere una nuova storia, per il calciatore e per l'Inter, che dopo aver battuto la Juve in campionato ha anche sbattuto fuori dalla Coppa Italia il Milan di Ibra. Successi che portano convinzione e aiutano a crescere. Lo scudetto è lontano, ma l'Inter può giocarsela con tutte, magari con un Eriksen in più.