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Gentile Procuratore,

sono un giovane studente universitario della Cattolica di Milano e vorrei, finiti gli studi, fare il Manager Sportivo. Ho sempre pensato al calcio come sbocco professionale, ma avendo anche giocato a pallone sto iniziando a ricredermi. Sembra, infatti, che nel calcio contino troppo le raccomandazioni, sistema alimentato dagli stessi procuratori. Nel tennis, invece, che cosa farà il Manager Sportivo? Quanto guadagnerà? Quali le differenze con la figura del Procuratore nel calcio? Il nostro Matteo Berrettini non ha certamente avuto bisogno di nessuno per raggiungere la finale a Wimbledon, essendoci arrivato a suon di ace e di dritti vincenti! La sua è la dimostrazione che nello sport, se si hanno i numeri, si arriva in alto senza alcun tipo di raccomandazione. Lei cosa ne pensa, sperando di non aver offeso nessuno? (Penso che i calciatori dovrebbero dimostrare in campo il loro valore e non pretendere la luna dai loro procuratori!) Giacomo


Gentile Giacomo,

partiamo col fare i complimenti al nostro Matteo Berrettini che ha compiuto un'impresa incredibile nel raggiungere la finale di Wimbledon (mai accaduto a un italiano in 144 anni di storia del Torneo più importante al mondo!), anche se il sogno non è ancora finito...Domenica lo aspetta, al di là della rete, il numero 1 del mondo Novak Dokovic!

Ora parliamo delle differenze tra la professione del manager nel tennis e quella del Procuratore nel calcio.

Che differenze ci sono tra queste due professioni?

Partiamo dal procuratore sportivo. Il procuratore – che deve essere iscritto all’elenco degli agenti sportivi presso la FIGC e presso il CONI – rappresenta gli interessi dei calciatori e/o delle società, guadagnando in percentuale sull’ingaggio lordo dei calciatori o sul valore dei trasferimenti dei calciatori stessi da una società a un’altra. 
Il manager dei tennisti, invece, non percepisce alcuna percentuale sui guadagni del tennista che va avanti in un torneo (quei soldi spettano ai coach dei tennisti), ma guadagna in percentuale sulle sponsorizzazioni che riesce a ottenere a favore del suo assistito. Tutto qui? No. Il manager dei tennisti può trovare altre soluzioni per guadagnare. In particolare nelle seguenti due situazioni: 1. quando tratta l’ingaggio del proprio tennista in occasione di un torneo e il suo interlocutore sarà il direttore del torneo stesso; 2. quando trova degli ingaggi per i propri assistiti nelle competizioni a squadre (es. serie A italiana, francese, tedesca) e qui il suo guadagno si calcolerà in percentuale sul corrispettivo dell’ingaggio.

Ma allora ci sono tanti punti in comune nelle due attività!

Ecco quali sono:

Il procuratore sportivo si trasforma in manager (come quello dei tennisti) quando si occupa della gestione dell’immagine del calciatore (ma questa attività non è regolata dalla FIGC) per cui potrà percepire una percentuale sui contratti di sponsorizzazione.

Ugualmente il manager del tennista si trasforma in procuratore in due occasioni: quando tratta gli ingaggi nei tornei individuali e quando tratta quelli nelle competizioni a squadre.

Ma ora passo la palla agli utenti di calciomercato.com: domenica 11 luglio 2021 che cosa accadrà? Riuscirà l'Italia dello sport a fare la doppietta: Wimbledon ed Europei? A voi il toto scommesse...