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Non abbiamo fatto in tempo a pubblicare l'articolo sulla strana partnership tra Chiasso FC e Football Capital che già è arrivato un ulteriore sviluppo. Anche piuttosto significativo. Lo ha offerto un'intervista rilasciata da Stefano Castagna, l'agente di Football Capital che dal comunicato pubblicato poche ore prima dal sito ufficiale del club viene indicato come referente dell'operazione. Parlando con la testata ticinonewes, Castagna ha spiegato più nel dettaglio i termini dell'accordo. Facendo impennare le perplessità (e non erano poche) suscitate dal comunicato del club ticinese.

Ma vediamo nel dettaglio i passaggi più significativi delle dichiarazioni rilasciate da Castagna. Virgolettati che fin qui non risultano smentiti, e che dunque assumiamo come verità indiscutibili.

“Vogliamo creare una squadra seria, che possa fare un buon campionato. (…) Sul campo formeremo una squadra che possa disputare un campionato tranquillo e togliersi belle soddisfazioni”.

Chiaro il concetto? Castagna, agente di calciatori e in rappresentanza di un'agenzia che gestisce carriere di calciatori, dice che lui e l'agenzia vogliono “creare” e “formare” una squadra. Ciò che a un agente e a un'agenzia di gestione carriere è tassativamente vietato dai regolamenti.

Non è ancora abbastanza? E allora leggete il passaggio successivo:

“Penso che il calcio stia andando in una direzione chiara: un’agenzia come la nostra deve poter contare su un club di sviluppo. Ma attenzione: ciò non vuol dire che porteremo solo giocatori della nostra scuderia. Lavoreremo sempre in modo complementare. Vogliamo portare giocatori bravi”.

Dunque Castagna dice chiaramente che il club deve mettersi al servizio dell'agenzia e fare da ente sviluppatore. Per il beneficio di chi? Del club o dell'agenzia? Poi, bontà sua, dice che non porterà “solo giocatori della nostra scuderia”. Come è equo lei.

E ancora:
“L’idea è quella di sviluppare un progetto a medio lungo termine. Ora siamo appena entrati, siamo contenti che il campionato possa riprendere: avremo la possibilità di conoscere i nostri giocatori e gli avversari. Poi avremo tutto il tempo per programmare la prossima stagione”.

I “nostri giocatori”? Sono già suoi, Castagna? Ci faccia capire, su.

C'è poi un dettaglio che sarà sfuggito ai più, ma rischia di essere specialmente grave. Lo si riscontra quando Castagna risponde a una domanda sulla frequenza delle sue future presenze a Chiasso:

“Ho la fortuna di vivere a Milano, siamo vicini. (...)”. E qui c'è una questione non da poco: il signor Stefano Castagna ha la residenza in Svizzera? Non lo chiediamo per pedanteria, ma perché è un aspetto dirimente. Come potete leggere nel documento che abbiamo inserito nell'articolo del 2 giugno e che qui riproduciamo, Castagna è amministratore unico di una società svizzera. La visura lo dà basato a Londra.



Come ci è stato spiegato da nostri contatti svizzeri, per essere amministratori unici di una società di diritto svizzero bisogna avere la residenza in Svizzera. E dunque, mister Castagna, lei dove ha la residenza? In Ticino? O in una metropoli fra Londra e Milano? Più che a noi, dovrebbe rispondere alla federcalcio elvetica, all'Uefa e alla Fifa. Che però, dal canto loro, farebbero bene a attivarsi immediatamente e a fare le domande dovute a Castagna, a Football Capital e al duo Della Torre-Bignotti.

P.S. A proposito del direttore generale Nicola Bignotti, in questi giorni molto a Chiasso si è chiacchierato sul suo salario. Siamo sicuri si tratti di maldicenze, messe in giro da anime cattive. Ma proprio perché il signor Bignotti è persona onestissima e specchiata, nonché universalmente stimata nel mondo del calcio, vorrebbe fare un'operazione-trasparenza e esibire in pubblico i bilanci del FC Chiasso, per far vedere quanto su essi gravi il suo stipendio annuale? Così, giusto per allontanare ogni immeritata ombra dalla sua figura.

@pippoevai