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Anche la Lazio che vinse lo scudetto nella stagione 1973-1974, l'anno prima stupì tutti, ottenendo il terzo posto da neopromossa. Abbiamo chiesto ai protagonisti del primo scudetto laziale se esistono analogie tra quella Lazio e quella di Reja.

Pulici:

1) Il calcio ti consente dei recuperi straordinari quando costruisci una squadra in maniera mirata, secondo le indicazioni del tecnico. Questo unisce le due Lazio.

2) Reja ha chiesto disponibilità ai giocatori, in cambio di fiducia. Tutti sono partecipi del progetto, con Maestrelli il paragone in questo senso ci sta. Anche Reja è il principale artefice dei successi della Lazio, ha trasformato alcuni giocatori, emblematico è il rendimento di Mauri.

3) Muslera sta vivendo un bel periodo, anche i compagni gli stanno dando una grossa mano. Non è facile difendere la porta di una squadra che subisce pochi tiri.

4) Può arrivare in cima al mondo, quando si è uniti si può fare qualsiasi cosa.

Wilson:

1) Nelle sequenze temporali ci sono delle analogie. Noi costruimmo la squadra con la cessione di Massa, la Lazio di Lotito con quella di Kolarov. Noi eravamo più forti caratterialmente. Tecnicamente vedo la similitudine Hernanes-D'Amico e Ledesma-Frustalupi.

2) Maestrelli era uomo d'esperienza, un pater familias, e usava bastone e carota, proprio come Reja.

3) Dias sta facendo un campionato ad alto livello, come tutta la difesa. Tra me e lui c'è un'analogia tattica.

4) A ridosso delle prime quattro, ma aspettiamo le prossime 4 o 5 gare.

Nanni:

1) La cosa simile è lo spirito di gruppo. Tutti sono disposti al sacrificio, come Zarate. Inoltre, c'è una difesa solida, ed Hernanes sembra che abbia le mani al posto dei piedi.

2) Tutti i giocatori sono a disposizione del tecnico. Uno come Rocchi, che tra l'altro è un signore, accetta di partire dalla panchina e di entrare negli ultimi minuti. Questo vuol dire che Reja ha un ottimo rapporto con la squadra, come all'epoca Maestrelli.

3) Brocchi corre molto di più di me, mi ricorda più Re Cecconi. Io ero una mezza punta mascherata, tiravo da tutte le posizioni, un po' come Hernanes.

4) Mi auguro il più lontano possibile, ora è meglio non fare previsioni. La cosa fondamentale è mantenere l'equilibrio.

Garlaschelli:

1) La similitudine che posso fare è che entrambe le squadre sono partite come sorprese.

2) Reja lo conosco poco, non so se ci sta il paragone con Maestrelli. Il goriziano ha creato un gruppo compatto, come è accaduto nel 1974.

3) Dall'argentino mi aspettavo qualcosa di più in questo inizio. A Bari per venti minuti non sapeva dove stare, per me deve giocare più avanti. Nel dribbling e nella velocità ricorda le mie caratteristiche, può essere determinante.

4) Al momento vedo out Fiorentina e Samp. Napoli e Palermo ci potranno dare fastidio. Ne riparlerei dopo le prossime tre gare con Cagliari, Palermo e Roma.

D'Amico:

1) Paragonare le due squadre non è giusto per i giocatori attuali, verrebbero caricati di troppe responsabilità. Sono un bel gruppo, ci sono buoni giocatori, tutto lascia pensare a un campionato di alta classifica.

2) Reja mi ricorda molto Maestrelli, nella gestione della squadra dà i contentini a tutti, nessuno è insoddisfatto. Due tecnici intelligenti.

3) Hernanes ha le caratteristiche per diventare, un giorno molto lontano, come me. Sa giocare con entrambi i piedi, ha un buon tiro, gioca per la squadra; senza dubbio un acquisto indovinato.

4) Può arrivare quarta, dietro a Inter, Milan e Juve.

(Il Tempo)