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E’ finita nel modo più logico e lineare. L’Inter perde lo scudetto ma onora la sua partita rendendo omaggio, con tre reti, ai suoi fantastici tifosi presenti in massa a San Siro. La squadra nerazzurra ci ha regalato emozioni anche dopo aver abdicato. Difficilmente scorderemo la scena dei giocatori, con famiglia al seguito, sotto la curva applauditi per gli sforzi profusi in questa lunga ed estenuante stagione, giocatori che hanno dato l’anima in campo e che, non dimentichiamolo, hanno raggiunto risultati importanti che per almeno un decennio erano rimasti sogni. Bello soprattutto l’applauso che gli stessi giocatori hanno restituito al pubblico di San Siro. Erano mancati i ragazzi sugli spalti e, come recita uno dei nostri slogan, mai l’hanno lasciata sola. 

Purtroppo non è andata come il popolo nerazzurro sperava. In realtà, in cuor nostro, dopo Bologna l’aria che tirava la si era annusata. Una beffa madre di tutte le beffe che aveva indirizzato le sensazioni positive tutte nella direzione della sponda rossonera del Naviglio. Le lacrime di Lautaro e Dimarco hanno bagnato il prato di San Siro ma l’unione di questo gruppo ha comunque commosso i tifosi più teneri e meno intransigenti. Consolando Lautaro, Barella si è lasciato sfuggire un: “Tranquillo Lauti lo vinceremo l’anno prossimo”, facendo capire che la testa è già proiettata in avanti, in quel futuro prossimo dove i nerazzurri, scottati dalla sconfitta, cercano già immediato riscatto e veloce rivincita.
Credo in questo gruppo che ha attraversato momenti difficili e, secondo me, con mezzi non adeguati. Tutti dicono che l’Inter aveva la rosa più completa del campionato e sono d’accordo con loro se in mezzo non ci fossero state anche altre e logoranti competizioni da onorare e vincere. L’anno scorso l’Inter vinse il campionato da gennaio in poi dopo essere arrivata quarta nel girone di Champions League e potendosi quindi dedicare solo e soltanto allo scudetto. Fu marcia trionfale e solitaria. La stessa cosa quest’anno è capitata al Milan, quarto posto nel girone e, senza Europa, percorso netto senza sconfitte (Spezia a parte) in tutto il 2022. A parer mio, la squadra di Inzaghi, dopo la rivoluzione estiva, ha riempito alla grande alcuni buchi ma purtroppo non tutti. In mediana non c’era ricambio, Brozovic, Calha e Barella sono stati “condannati” all’extra lavoro perché senza riserve all’altezza. Vecino, Gagliardini e in parte Vidal non davano, per vari e diversi motivi, la giuste garanzie a Inzaghi e senza Brozo l’Inter ha forse perso i punti decisivi per lo scudetto.

La società ora ha una buona base (di nuovo) da cui ripartire, a patto che non ci siano più sacrifici importanti e che si sfrutti l’addio di 6-7 giocatori dallo scarso minutaggio e dal contratto pesante per mettere i giusti tasselli mancati in rosaToccherà a Marotta e Ausilio riempire gli spazi vuoti e a Zhang rinunciare alle rinunce. Inzaghi si è sbilanciato, sa di avere in mano una macchina vincente ma si augura che l’estate nerazzurra non sia come quella dell’anno scorso. I tifosi e lo staff si meritano di essere aiutati non penalizzati. “Mi auguro che si possa tenere chi c’è e migliorare ciò che manca per puntare a vincere l’anno prossimo”, ha detto tutto in due righe mister Inzaghi!