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Quadrata, organizzata, pronta al sacrificio e coraggiosa: questa è la squadra che mi piace, questa è la squadra che aspettavo di vedere da tanti anni. Voglio tenere i piedi per terra perché siamo solo all’inizio, perché l’esperienza passata mi dice che basta un soffio di vento per cadere dalle stelle alle stalle. Quello che sto vedendo però mi dice altro. Mi dice di abbandonare il pessimismo e le preoccupazioni e di accogliere la speranza di un’Inter forte e vincente.

E’ presto, per vincere davvero ci vogliono ancora progressi e investimenti importanti ma la strada imboccata, come ha detto dopo la partita contro il Borussia anche Conte, sembra essere quella giusta. Proprietà ricca e seria, società organizzata, reparto tecnico di altissimo livello e giocatori pronti a tutto per vincere e migliorare. Gli ingredienti ci sono tutti.

Quella contro il Borussia era una partita decisiva, un match da dentro-fuori. Con una sconfitta l’Inter avrebbe salutato la Champions con 3 partite d’anticipo, con un pareggio avrebbe probabilmente solo allungato l’agonia trasformando le partite di coppa in un “fastidioso intralcio” ai match di campionato.

Probabilmente la squadra di qualche anno fa avrebbe subito la pressione, avrebbe avuto paura, avrebbe subito l’avversario e si sarebbe piano piano consegnata agli avversari e ai fantasmi del passato. L’Inter di Conte no! L’Inter di Conte ha aggredito la partita, ha assaggiato l’atmosfera di San Siro e ha vinto la sfida più importante di questo scorcio di stagione con freddezza e lucidità disarmante. Ora la qualificazione non è più un miraggio ma una vera possibilità da giocarsi nelle prossime 3 gare ad armi pari con i tedeschi a partire proprio dalla trasferta in casa loro.

Mi sbilancio: quella vista mercoledì sera mi ha ricordato l’Inter del Triplete per il modo di giocare e per la capacità di soffrire senza perdere mai la bussola e la concentrazione. L’Inter di Mou era piena zeppa di campioni esperti e vincenti, chiaramente non si possono paragonare le due rose e il differente livello di competitività ma tutto il resto si. L’allenatore grintoso e vincente che vede la sconfitta come un virus da combattere in tutti i modi possibili, i giocatori uniti, vicini, compatti che quando perdono palla si aiutano, quando la riconquistano ripartono insieme come in occasione del secondo gol di Candreva che ha chiuso i giochi.

Insomma questa è l’Inter che aspettavo da anni. Una squadra di cui essere orgoglioso al di là del risultato. L’Inter a mio avviso quest’anno ha sbagliato solo una partita, quella contro la Slavia al debutto in Champions. Poi basta. Le due sconfitte contro squadre più forti come Barcellona e Juve sono state comunque ben giocate dalla squadra di Conte. Nelle altre partite solo vittorie. Non posso non essere contento e mi godo il momento tenendo sempre e comunque i piedi ben piantati per terra. Forza Inter sempre!