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Scrivevo qualche giorno fa che l’Inter dopo Praga in qualche modo si sarebbe riscoperta. Poteva vedersi stanca, demotivata, afflitta e sconfitta oppure avrebbe potuto vedere riflessa nello specchio l’immagine di una squadra viva, motivata, grintosa, focosa e più che mai negli ultimi anni vincente.

La trasferta di Praga ha consegnato ai tifosi interisti una squadra che ora si può giocare le sue carte contro il Barcellona a San Siro dove avrà l’aiuto di 70 mila persone pronte a spingerla verso le altre migliori 15 squadre d’Europa.

Questo tipo di entusiasmo da queste parti non lo si viveva da parecchi anni. Si ha la sensazione di avere tra le mani un ambiente più che mai motivato a far bene in barba alle difficoltà che una volta ci facevano sciogliere come neve al sole.

Merito di Conte che ha plasmato un gruppo che lavora per un unico intento: essere credibili. L’obiettivo è quello di tornare a far paura agli avversari. Chi affronta l’Inter deve tornare a pensare “contro questi sarà proibitivo”. 

Negli ultimi anni l’Inter ha dato troppi segni di debolezza e poche volte ha avuto il potere di intimorire gli avversari ancora prima di scendere in campo. 

Ora questa possibilità si intravede, chi ci sfida sa di trovarsi di fronte un gruppo che poi sfocia in squadra e in genialità di alcuni singoli.

Alzi la mano chi anche nelle più rosee aspettative pensava che i due davanti sarebbero stati così decisivi, così affiatati e così devastanti!

Lautaro era il giovane arrivato dall’Argentina che per molti poteva essere il nuovo Gabigol. Panchinaro di Icardi a inizio stagione scorsa e poi titolare solo perché Maurito si chiamò fuori per un ginocchio “ballerino” poi misteriosamente guarito subito. Lautaro cominciava già ad avere cucita addosso l’etichetta di sopravvalutato, poco freddo davanti alla porta, spesso fumoso e poco decisivo nelle giocate. Che dire? Siamo invece di fronte ad un potenziale fenomeno con un altissima media gol e numeri tecnici da capogiro. Le reti in campionato sono 6, quelle in Champions 5 in 5 partite con annessi assist e giochi da funambolo. 

Lukaku! Che dire di Lukaku? Un grande giocatore, che sui giornali in estate è passato a giorni alterni da essere campione a bidone strapagato, chissà poi perché. Ora, forse, i 70 milioni spesi per Romelu sembreranno davvero poca cosa. I numeri parlavano già per lui, record di gol con la sua nazionale, sempre in doppia cifra in Premier, più di 200 gol in carriera ma…ma per qualcuno era un “bidone” strapagato. 

Ora Romelu segna con una continuità pazzesca, 10 gol in Campionato, 1 (mercoledi potevano essere 3) in Champions. Per gli appassionati delle statistiche questa potrebbe non essere una sorpresa, forse però potrebbero rimanere stupiti dal lavoro incredibile che Big Rom fa per la squadra e per la qualità tecnica delle sue giocate e dei suoi assist. 

A Praga Romelu ha confezionato due assist per Lautaro a dir poco spettacolari. Il primo ha racchiuso tutto di lui, scatto, corsa, posizionamento e fisico prima del cross con il destro per il compagno, il secondo invece ha mostrato visione di gioco e classe sopraffina per una “trivela” da sogno a suggerire il passaggio per il capolavoro poi concluso da Lautaro.

Insomma questi due hanno trasformato i dubbi in certezze e ora si prendono giustamente gli applausi, le perplessità in molti casi si sono trasformate in ammirazione. Ora le domande però sono: fino a dove possono spingersi? Quanto e come possono ancora migliorare la loro intesa? Fino a dove ci possono portare? Possiamo solo continuare ad aspettare e intanto goderci lo spettacolo! 

Forza Inter sempre!