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Tre punti pesanti, assai pesanti, quelli che il Napoli conquista nel derby con il Benevento. Tre punti che nonostante polemiche e accidenti, se non rasserenano il rapporto allenatore-club, almeno tengono il Napoli là dove ancora ci sono porte aperte per la zona Champions. Mertens e Politano firmano il successo. Due gol “sporchi”, se vogliamo, ma che timbrano comunque una superiorità azzurra che il campo non ha mai messo in discussione. Del resto, sa bene che non può commettere più errori, il Napoli. Non può commetterne se, dopo aver smarrito uno dietro l’altro tutti gli obiettivi di stagione, vuole ancora provare a restare attaccato al carro della qualificazione in Champions League. Avventura piena zeppa di difficoltà, su questo non v’è dubbio, ma almeno questa dovuta ad un club che per questa stagione ricca d’errori ed illusioni ha investito, seppur male, un bel pacco di milioni.

E il Napoli un po’ d’animo lo mette in questo match. Non che si danni per fare chissà cosa, questo no, ma governa palla e gioco con autorevolezza. E con una serenità che da tanto gli mancava. Colpa pure del Benevento? Eh, sì, colpa pure della quasi sempre bella Compagnia di Inzaghi che stavolta, però, tradisce un po’ - e chissà perché - il suo profilo di squadra che a prescindere da chi sta dall’altra parte prova sempre a “fare la partita”. E le partite che il genere il Benevento fa, sono di calcio che guarda avanti, che propone soluzioni dal centrocampo in su. Vivace, rapido, persino sfrontato, il Benevento che ha messo in difficoltà anche squadre di buon livello, stavolta, invece, disegna un recinto basso dal quale non si capisce bene se non riesce o non vuole uscire. Rinunciatario o cosa? Cert’è se ne sta basso e stretto, il Benevento, in attesa di qualche contropiede che non viene. Cosicché fa discreta figura il Napoli, pur senza disegnare chissà quali geometrie vincenti.

Certo, Fabian ci prova un paio di volte da lontano, così come scaldano Montipò pure Zielinski e Mertens, ma sono tentativi senza pepe. Conclusioni sempre un po’ sciapite per potenza oppure mira, insomma. Del resto, l’opzione del tiro da lontano è l’unica che il Benevento ben raccolto davanti all’area di rigore lascia ai parenti napoletani. Sino a quando, però, non arriva l’erroraccio: 34’, Politano da destra, respinta moscia della difesa, Ghoulam libera il sinistro, Insigne involontariamente cambia la traiettoria e palla a don Ciro Mertens, il quale tocca e devìa in porta. Proprio lui, Mertens, che mancava dal primo minuto da metà dicembre e che così festeggia anche la sua 250esima partita in maglia azzurra. Insomma, rimessa a posto la caviglia. Mertens torna e si presenta a modo suo. Non  per nulla è l’azzurro che ha segnato più gol nella storia della squadra. Finalmente, si potrebbe dire, assieme al ritorno ufficiale di Ghoulam, una buona notizia per il Napoli che di buone notizie, soprattutto in fatto di buona salute, non ne riceveva più da tempo.

Deve invece recitare il mea culpa, il Benevento, perché mai coraggioso o quanto meno capace d’una orgogliosa iniziativa in tutto il primo tempo, se s’esclude un destro di Depaoli (38’) in contropiede con Meret che però, è attento e mette fuori. Chiaro: se Pippo Inzaghi vuol provare a recuperare il risultato deve fare di più. Deve osare di più. E allora subito in avvio di secondo tempo fuori Schiattarella, il quale durante il riscaldamento prepartita s’era anche un po’ acciaccato, e dentro Roby Insigne, con Ionita che arretra e Viola che si piazza al centro. Squadra più disposta ad attaccare, insomma. E pazienza se poi là dietro il rischio aumenta. Sì, il Benevento sembra un tantino più pimpante, ma non abbastanza per cambiare il corso della gara, pure perché Insigne e Politano, a sinistra e a destra, la fanno da padroni e perché in mezzo al campo Bakayoko sembra messo meglio che in altre occasioni. Insomma, controlla, il Napoli, mentre il Benevento corre assai di più ma paga in spessore tecnico e pure in esperienza.

Tant’è, che dopo un tentativo col solito “giro” di Insigne da sinistra e due sostituzioni giallorosse (Sau per Lapadula e Letizia per Foulon), il Napoli passa un’altra volta: 66’, Insigne sempre da sinistra cerca amici sul secondo palo, Letizia anticipa Di Lorenzo ma la respinta è moscia e cadendo, involontariamente, Politano tocca con la spalla e mette in porta. Un gol per caso, insomma, ma un gol che praticamente chiude la partita. Gli ultimi appunti sono per Gaich, il giovane argentino della Patagonia che Inzaghi manda in campo (forse pure tardi) al posto di Lapadula e, poi, per Koulibaly, il quale (81’) becca un inutile secondo giallo (a sessanta e passa metri dalla porta di Meret!) e lascia la squadra in dieci. Davvero incredibile il signor Koulibaly!    



Napoli-Benevento 2-0

Marcatori: 34' p.t. Mertens (N), 21' s.t. Politano (N)

Assist: -

Napoli (4-2-3-1): Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Koulibaly, Ghoulam; Fabián Ruiz, Bakayoko; Politano (40' s.t. Hysaj), Zielinski (37' s.t. Elmas), Insigne; Mertens (37' s.t. Maksimovic). All. Gattuso.

Granada (4-3-2-1): Montipò; Depaoli, Tuia, Barba, Foulon (19' s.t. Letizia); Viola, Schiattarella (1' s.t. Insigne), Hetemaj; Ionita (38' s.t. Moncini), Caprari (19' s.t. Sau); Lapadula (25' s.t. Gaich). All. D'Angelo.

Arbitro: Abisso di Palermo
 
Ammoniti: 14' s.t. Koulibaly (N), 16' s.t. Di Lorenzo (N), 35' s.t. Barba (B), 37' s.t. Koulibaly (N), 39' s.t. Hetemaj (B).

Espulsi: 36' s.t. Koulibaly (N).