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Un gol bellissimo, che racchiude tutte le sue qualità: corsa, dribbling e mancino scaricato all’incrocio dei pali. Adrien Rabiot è l’unica vera luce nelle ombre che la Juve si porta dietro da Milano. Un bagliore accecante, quasi quanto il suo gol, che lo ha finalmente presentato ai tifosi bianconeri. Come a dire: ‘Piacere, sono Adrien. Sì, quello vero’. 


Sarri lo ha sempre protetto. Mai una critica dura, quantomeno in pubblico. Lo ha aspettato, difeso. In Coppa Italia, con Milan e Napoli, è rimasto fuori. Poi, quando lo ha visto pronto, l’ha lanciato. Da quando il campionato è ripreso, infatti, Rabiot ha giocato sempre, da titolare. Crescendo minuto dopo minuto, abbinando fraseggio e qualità a corsa e fisico di tutto rispetto. Un centrocampista moderno, capace di strappi di rara intensità. In Italia non li avevamo ancora visti, almeno fino a mercoledì sera. 

In campo, rispetto al periodo pre coronavirus, è dunque cambiato tutto per Rabiot. E anche la Juve, qualora il francese continuasse così, potrebbe rivedere la sua idea di venderlo al miglior offerente. Certo, restano diverse zone d’ombra in un rapporto breve ma già molto complicato. In società non dimenticano i capricci per il taglio degli ingaggi e il rientro in ritardo a Torino post lockdown. Nonostante questo, gli potrebbe essere concessa una nuova opportunità. 


Sarà importante il rendimento e l’atteggiamento fuori dal campo, ma non solo. Perché, qualora mamma Veronique portasse ai dirigenti bianconeri un’offerta importante, da almeno 20 milioni di euro, di sicuro la Juve valuterebbe una sua cessione. In Inghilterra Manchester United e Everton sono da tempo attenti alle evoluzioni della storia italiana dell’ex PSG, e sarebbero anche pronte ad accollarsi l’oneroso ingaggio da 7 milioni a stagione. La differenza la farà Rabiot. Bene o male, in campo e fuori: così verrà deciso il suo futuro in bianconero.