I cambiamenti nelle panchine, cambiamenti che segnano un’epoca nuova (l’ex nemico della Juve, Sarri, alla Juve), che sorprendono (lo juventino Conte all’Inter), che colpiscono (Giampaolo al Milan) e che aprono nuovi scenari (Fonseca alla Roma), inducono a credere che la vera rivoluzione del prossimo campionato sia soprattutto di natura tattica. In effetti sarà molto e giustificato l’interesse sull’introduzione del calcio sarriano nella tradizione juventina (anche se le prime dichiarazioni del nuovo allenatore fanno pensare a un compromesso storico/calcistico), sulla difesa a tre di Conte nell'Inter, sul tragitto verso il bel gioco del Milan con Giampaolo. Ma perché le idee dei nuovi allenatori prendano corpo occorre che qualcuno le trasformi sul campo. E’ per questo, per i giocatori che le grandi, e qualche meno grande, hanno scelto o stanno scegliendo, che possiamo immaginare una Serie A molto più bella tecnicamente, con un calcio più talentuoso. La tecnica prima della tattica, i buoni giocatori prima dei buoni allenatori. Lo scudetto si giocherà sul filo della qualità. O almeno questa è la nostra sensazione e più ancora la nostra speranza.
   
LA JUVE FANTASIA -
Anche se fosse rimasto Allegri, la nuova Juve probabilmente avrebbe rubato l’occhio grazie a un più elevato tasso tecnico. De Ligt, Rabiot e Ramsey cambieranno la faccia alla squadra, la renderanno meno spigolosa e più affascinante, ne modificheranno il linguaggio, forse anche la natura. Matuidi è un cursore, Rabiot un tecnico, con l’ultimo ex Psg il livello si alza. Con Ramsey ancora di più: entra in squadra un tipo di giocatore che Allegri ha sempre amato, il trequartista. Lo aveva nel Cagliari (Cossu), lo inventò nel Milan (Boateng), cercò di sfruttarlo nella prima Juve (Pereyra), ma non ha mai avuto in quel ruolo un interprete come Ramsey. Lo trova Sarri, che ha giocato col trequartista (Verdi o Saponara) nell’ultimo anno di Empoli, prima di passare al 4-3-3 del Napoli e del Chelsea. Con De Ligt alla regia arretrata, con Rabiot a metà campo e con Ramsey, accanto a Dybala, poco più avanti e alle spalle di Ronaldo, siamo a livelli tecnici straordinari.

JUVENTUS (4-3-2-1) (all. Sarri): Szczesny; Cancelo, DE LIGT, Chiellini, Alex Sandro; Emre Can, Pjanic, RABIOT; Dybala, Ramsey; Cristiano Ronaldo.

IL NAPOLI PIU’ TALENTUOSO - Fabian Ruiz e Allan dietro a Zielinski, James Rodriguez (Atletico permettendo) e Insigne. Più avanti Milik o, volendo aumentare ancora di più la tecnica (e in attesa degli sviluppi su Icardi), diciamo Mertens. Rimarrebbe un solo centrocampista di contenimento, Allan, il resto del Napoli raggiungerebbe cime impressionanti di talento puro. Anche perché l’allenatore è lo stesso che a Madrid, per non lasciare fuori un giocatore di acclarata qualità come Di Maria, lo trasformò da ala in centrocampista con risultati pregevoli. Ancelotti è il tecnico ideale per un squadra che, acquistando James Rodriguez, farebbe sognare. E se il mercato imponesse una scelta fra James o Icardi, non avremmo dubbi: subito il colombiano.

NAPOLI (4-2-3-1) (all. Ancelotti): Meret; DI LORENZO, MANOLAS, Koulibaly, Mario Rui; Allan, Fabian Ruiz; Zielinski, JAMES RODRIGUEZ, Insigne; Milik.


L’INTER IN REGIA - La squadra di Spalletti è stata nel campionato scorso la meno brillante sul piano del gioco. Colpa di un centrocampo monocorde oltre che discontinuo, con un regista adattato (anche se Spalletti scegliendo Brozovic non aveva certo sbagliato) e con giocatori dotati dello stesso passo come Gagliardini, Joao Mario, Borja Valero, nessuno dotato di dribbling, né di fantasia. Sotto certi aspetti avrebbe fatto eccezione Nainggolan, ma si è perso per troppo tempo. Conte avrà Sensi, il centrocampista italiano più completo, capace di giocare in più di una posizione, con una qualità superiore alla media. L’allenatore salentino gli affiderà la regìa e lancerà Barella, un altro che nel Cagliari ha occupato più di un ruolo. Sensi e Barella, il miglioramento tecnico è assicurato.

INTER (3-5-2) (all. Conte): Handanovic; De Vrij, Skriniar, GODIN; LAZARO, BARELLA, SENSI, Brozovic, Perisic; Lautaro, DZEKO.

IL BEL CALCIO DEL MILAN - Nei due anni di Milan, Gattuso ha fatto un mezzo miracolo conquistando l’Europa sul campo. Ma Giampaolo è stato ingaggiato per migliorare la proprietà tecnica della squadra e per riuscirci si è affidato a un gruppo di lavoro che conosceva bene, quello dell’Empoli. Bennacer sarà il play, Krunic l’incursore, hanno la stessa virtù tecnica, palleggio rapido, “strappo”, piede raffinato. Nel loro caso, l’unico dubbio è legato al passaggio dal “Castellani” a San Siro.  

MILAN (4-1-2-1-2) (all. Giampaolo): Donnarumma; Calabria, Musacchio, Romagnoli, HERNANDEZ; BENNACER; KRUNIC, Calhanoglu; Paquetà; ANDRE' SILVA, Piatek.


CON VERDI E MURIEL - Anche il Torino e l’Atalanta si stanno spingendo sul terreno della qualità. Mazzarri vorrebbe Verdi da mettere dietro a Belotti e al fianco di Iago Falque. A una squadra solida e ben organizzata come il Torino (e come tutte le squadre di Mazzarri) manca solo la fantasia, la creatività, la sorpresa nella parte finale dell’azione. Verdi, destro e sinistro alla stessa maniera, potrebbe garantire tutto questo. Quanto a Muriel, sarà la prima riserva del suo connazionale Duvan Zapata, ma provate a immaginare l’ex viola al centro di un tridente formato da lui, Papu Gomez e Ilicic. Quando la palla finisce in mezzo a quei tre, lo spettacolo tocca livelli pazzeschi. Talento allo stato puro.
   
TORINO (3-4-2-1) (all. Mazzarri): Sirigu; Izzo, Nkoulou, BONIFAZI; De Silvestri, Rincon, Meité, Ansaldi; Iago Falqué, VERDI; Belotti.

ATALANTA (3-4-1-2) (all. Gasperini): Gollini; Djimsiti, Palomino; Masiello; Hateboer, De Roon, Frueler, Castagne; Gomez; Ilicic, MURIEL.