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Altre tre parate da fenomeno, come contro l'Udinese domenica scorsa, anche per riscattare l'errore che aveva spianato la strada al gol di Stryger-Larsen. Gianluigi Donnarumma appartiene alla categoria dei predestinati e anche a Brescia, più di Ibrahimovic e più del match-winner Rebic, si è confermato come il vero simbolo di un Milan che insegue una disperata rincorsa verso il quarto posto dopo una prima metà di stagione da cestinare. L'emblema di una squadra giovane, inesperta ma fortemente determinata a crescere per porre le basi per la costruzione di un nuovo ciclo, nel quale il portiere della Nazionale non può non esserne un pilastro.

ELLIOTT, COSI' NO - Dipenderà molto dalla capacità del club rossonero di varare un progetto realmente ambizioso e competitivo, che metta al centro i suoi elementi migliori. Un concetto evidenziato, tra le linee, anche dalle dichiarazioni rese ieri a Brescia dall'agente di Donnarumma, Mino Raiola: "Non mi piace, perché non credo che questo sia il Milan che il mondo conosce. Non credo che sia la squadra che Maldini e Boban sognano. Non credo neanche che Elliott stia pensando che questo sia il vero Milan. Se è questo ciò che vogliono, consiglio loro di trovare al più presto un acquirente". Una richiesta di cambiare passo più che una critica alla serietà dell'interlocutore, visto che circa un anno e mezzo fa Raiola sottolineava la chiarezza e la trasparenza del fondo anglo-statunitense rispetto all'oscura gestione cinese.

IL NODO RINNOVO - Il contratto di Donnarumma scade però nel 2021 e arrivare senza un eventuale prolungamento alla prossima estate rischia di riaprire il dibattito sul suo futuro in rossonero e alimentare i rumors di mercato. Raiola ha risposto diplomaticamente sul possibile inserimento della Juve ("A chi non piace uno come Gigio? Non capirebbe nulla la Juve se fosse il contrario"), ma si aspetta un passo concreto da parte della dirigenza del Milan. Il cui desiderio - palesato da Elliott - sarebbe quello di alleggerire il monte ingaggi chiedendo anche per il proprio numero uno una leggera decurtazione dell'attuale stipendio da 6 milioni netti a stagione. Un'ipotesi che il suo agente non è intenzionato a prendere in considerazione, anzi, la replica potrebbe essere la richiesta di un ulteriore adeguamento al rialzo. Perché Donnarumma ha mostrato negli ultimi tempi reale attaccamento alla causa, al Milan sta benissimo e di questa squadra vuole essere ancora un punto di riferimento. E la palla ora passa ad Elliott.