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Torna a parlare Ralf Rangnick, che ha concesso un'intervista al prestigioso quotidiano economico Financial Times, nella quale ha ripercorso i suoi metodi manageriali durante l'esperienza come allenatore del Lipsia e responsabile dell'area calcio della Red Bull. Ma affrontando anche le domande sul suo mancato approdo al Milan dopo una trattativa durata circa 8 mesi.

"Non si tratta di me o del fatto che non mi piaccia Ibrahimovic. Perché non dovrei? A 38 anni è ancora in ottima forma, può ancora essere decisivo per vincere le partite. Ma la domanda è: quale percorso vuoi percorrere? Cos’è il Milan? Per me, la firma di Ibrahimovic all’epoca era una contraddizione in sé, a causa della strategia che volevano seguire".

E a proposito del suo futuro (è stato accostato recentemente alla Roma), Rangnick dichiara: "Non si tratta del Paese, riguarda la sfida. Mi sono sempre considerato un fornitore di servizi, per i miei giocatori, per i miei dipendenti, per migliorare, per renderli migliori. E poi, alla fine, hai una situazione vantaggiosa per tutti".