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Il dodicesimo uomo stavolta è un problema: fosse possibile, stasera, in casa della Juventus, Claudio Ranieri aggiungerebbe una pedina agli undici.

Utilizzerebbe tutti insieme Menez-Totti-Vucinic-Borriello, e vai con i fuochi d’artificio. Ma non è possibile, e allora nella sarabanda della vigilia il candidato numero uno ad essere sacrificato è Marco Borriello, 7 gol finora in giallorosso. Un’esclusione mica da ridere.

Borriello fuori Menez sta meglio ed è il valore aggiunto delle ultime partite. Vucinic ha riposato contro la Fiorentina. Totti ha saltato il derby. Tutti gli indizi portano a Borriello. Ranieri dice:«Ho deciso, mave lo dico domani » . Domani, cioè oggi, quando si gioca. Escluso che schieri il quartetto: «Magari mettiamo dentro anche due giocatori della Primavera. A turno gioca chi sta meglio. Avere tanti campioni permette di scegliere. Totti e Vucinic si conoscono da tempo. Borriello, l’altra sera, ha fatto un movimento che Totti non si aspettava». Scontata la domanda: non c’è sempre uno di troppo tra Totti, Vucinic e Borriello? «No, non esiste uno di troppo. Bisogna sempre vedere gli stati di forma di tutti».

La stagione Ma il punto è proprio questo e rischia di segnare la stagione della Roma. La nave va e la rotta ha dimostrato che in questo momento la versione Menez trequartista e il duo Vucinic-Borriello in attacco sia quella migliore. Spedire però in panchina Totti, il totem della storia romanista, è impopolare. Alla domanda, difficile mandare Totti in panchina, Ranieri risponde «non è difficile, io cerco di fare il bene della Roma. Per meè più doloroso non convocare Antunes che si allena con impegno. Con Totti non c’è una corsia preferenziale, o, meglio, c’è nel senso che ci capiamo al volo». Tutte le strade portano quindi all’esclusione di Borriello, ma il popolo ieri ha celebrato l’attaccante napoletano: è stato il più festeggiato, con De Rossi, alla partenza dell’aereo romanista per Torino. Probabile che Ranieri esca dal labirinto con la mamma di tutti i compromessi: la vecchia staffetta. Si parte così, poi Borriello a gara in corso.

Il passato Juve La Juventus è uno snodo importante per la Roma, dieci punti nelle ultime quattro gare,maanche il passato che ritorna per Ranieri. L’allenatore non replica a Blanc che lo ha accusato di aver preferito Poulsen a Xabi Alonso («io parlo solo di calcio, quanto alla Juventus è una grande squadra, allenata da un tecnico che stimobe composta da bravi giocatori»), ribadisce la sua stima nei confronti di Aquilani («lo volevo al Chelsea quando aveva 16 anni, gli auguro di non fare più i conti con gli infortuni») e al gioco della torre sul chi buttare giù tra Totti e Del Piero, risponde («sono l’allenatore della Roma, che vi aspettate? Ma sono due campioni e li terrei tutti e due»). La verità è la prima: su Totti e giù Del Piero. C’è sempre qualcuno di troppo lungo la strada di Ranieri.