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A tre giorni dal voto politico in Gran Bretagna il calcio entra in campagna elettorale. Succede in conseguenza di un'esternazione di Gary Neville, che nel corso di uno show televisivo ha commentato l'ennesimo episodio di abusi razzisti avvenuto su un campo di calcio della Premier. Attribuendone la responsabilità morale al clima creato nel paese dal primo ministro Boris Johnson, la cui retorica pro-Brexit e anti-immigrati avrebbe alimentato (“fuelled”) un atteggiamento più indulgente verso ogni forma di discriminazione.

L'intervento di Neville, che da anni è in Inghilterra uno fra i “pundit” calcistici più schietti e divisivi, si è registrato a margine dei gravi episodi registrati durante il derby di Manchester, giocato lo scorso sabato all'Etihad Stadium e vinto 2-1 dallo United sul City. Nel corso della gara, un tifoso dei Citizens ha mimato una postura da gorilla per rivolgersi a due calciatori della squadra avversaria, Jesse Lingard e Fred (quest'ultimo è stato anche colpito da un oggetto proveniente dagli spalti mentre si apprestava a battere un calcio d'angolo). L'autore del gesto è stato immediatamente individuato e arrestato anche grazie alla prontezza dell'arbitro Anthony Taylor, che ha notato l'accaduto e immediatamente lo ha segnalato agli steward.

Si tratta dell'ennesimo caso di razzismo nel calcio inglese. Ma anche di una nuova dimostrazione di quale sia in Inghilterra la sensibilità sul tema, come testimonia la prontezza di reazione e repressione dei singoli episodi. Una sensibilità che sta alla base della coraggiosa presa di posizione da parte di Gary Neville, giunta dalle frequenze di Sky Sport UK nel corso di un dibattito andato in onda nella serata di domenica. A giudizio di Neville, la crescita di atteggiamenti discriminatori mostrati dal pubblico sugli spalti è l'effetto di un moto che nella medesima direzione avviene nella società, nel suo complesso. Ma ha aggiunto che la retorica anti-immigrati alimentata dal primo ministro in carica Boris Johnson, attualmente in cerca della rielezione e impegnato a portare a termine il percorso della Brexit, sta peggiorando la situazione.  Un'opinione che di sicuro genererà ulteriori polemiche. E chissà se il primo ministro vorrà reagire a tale attribuzione di responsabilità.
@pippoevai