44
È sufficiente dare un'occhiata ai quotidiani spagnoli, nel corso dell'ultima settimana, per capire che situazione vivono Barcellona e Real Madrid. Da una parte si parla di "crisi di una squadra senz'anima", dall'altra si snocciolano i nomi per il post-Zidane. È l'incredibile caso delle nobilini di Spagna, bersagliate dalla critica e già in difficoltà dopo un mese di stagione. Facciamo ordine, partendo dalla Catalogna: il mancato arrivo di Neymar è ancora rimpianto vivo tra i blaugrana, privi di Lionel Messi per le prime gare stagionali. Tornata in campo nello scialbo pareggio in Champions League a Dortmund, la Pulce non è ancora al top della forma. La conferma è arrivata ieri, nella sorprendente sconfitta di Granada, in cui l'argentino è subentrato al 46'. Azeez e Vadillo firmano un gol per tempo: 2-0, aggancio momentaneo a Atletico Madrid e Siviglia in vetta della classifica e crisi definitivamente aperta in casa blaugrana. Perchè dalle parti del Camp Nou è il peggior avvio dall'era dei tre punti (1995-1996): sette punti in cinque partite sono bottino troppo esiguo per un club abituato a vincere tutto.

ZIDANE SULLA GRATICOLA - Nella capitale, però, la situazione non è molto migliore. I Blancos sono a quota 8 punti con due vittorie e due pareggi, ma non hanno mai convinto. Il Zidane-bis continua a non prendere il volo: Zizou, l'idolo delle tre Champions League consecutive, è crollato in maniera rovinosa proprio nel suo ambiente naturale. La musichetta europea non è servita da antidoto scaccia-difficoltà: 3-0 al Parco dei Principi e il Paris Saint-Germain ringrazia. Un passivo così pesante che, tra i campi di Valdebebas, ha reso sempre più nitide e incombenti le figure di Mourinho, Allegri e Xabi Alonso. Sono loro i candidati per succedere a Zidane, che ha dalla sua una gara in meno rispetto ai rivali di sempre del Barcellona: la sfida di questa sera al Siviglia capolista può servire da svolta. Ma il 'Sanchez Pizjuan' sarà una bolgia, e già ieri una big è caduta in Andalusia...