"Nei prossimi giorni darò una risposta ai tifosi, che sono sempre stati al mio fianco. È stato molto bello giocare nel Real Madrid, nei prossimi giorni parlerò e spiegherò. Il futuro di ogni giocatore non è importante, quello che conta è che abbiamo fatto la storia": parole e musica di Cristiano Ronaldo, al momento probabilmente il giocatore più forte del mondo. Parole sintomatiche però, soprattutto dopo una vittoria epocale, la terza Champions consecutiva con i Blancos e la quinta personale: CR7 ha bisogno di nuove sfide, nuovi stimoli. O probabilmente, solo di un corposo ritocco all'ingaggio.

LE PAROLE DI PEREZ E QUELLA RABBIA INDICATIVA - Il presidente del Real, quella "vecchia volpe" di Florentino Perez, sa come funziona il mondo del calcio e anche quello del calciomercato: nel momento migliore, si batte cassa. Il numero uno delle Merengues ha risposto per le rime: "L'importante è il club e oggi la cosa più importante è che stiamo festeggiando la Champions. Tra l'altro si parla sempre di lui e poi non succede nulla". Chi ha orecchie per intendere... Anche se questa volta il discorso del campione portoghese sembra essere più profondo, più ponderato: la stizza mostrata ieri sul 3-1, al 93', quando ha avuto la possibilità di marchiare a fuoco anche questa finale e un invasore si è frapposto tra lui e l'ennesimo gol, è assolutamente indicativa. Ronaldo vuole e deve essere l'unica stella, per rendere al meglio: fino alla semifinale di Champions, è stato così anche quest'anno; poi ci hanno pensato i compagni, tanto che ieri la luce di CR7 è stata oscurata da quella dell'"antico nemico" Gareth Bale. "A Ronaldo piace farsi desiderare", ha affermato Sergio Ramos: dunque, non è da escludere che il fenomeno di Madeira alla fine continui la propria liason con il Real. Ma le parole di ieri pesano come pietre: Ronaldo, a 33 anni di cui 9 vissuti da madridista, è pronto a un nuovo capitolo della propria carriera.  

SPONSOR DA URLO, MA QUELLA DIFFERENZA DI STIPENDIO CON MESSI... - Proviamo dunque ad analizzare quale club, ammesso e concesso che il portoghese voglia ancora fare la differenza in Europa e provare a vincere la sesta Champions della sua vita in altri lidi ed escludendo dunque la Cina, possa provare ad aggiudicarsi "La Gioconda" del mondo del pallone: il suo contratto con il Real scade nel 2021, attualmente percepisce 23.1 milioni di euro, al terzo posto tra i giocatori più remunerati dell'ultima Champions League, dietro a Messi (40 milioni annui) e Neymar (26 milioni), anche se si piazza secondo dietro l'argentino considerando anche gli sponsor (94 milioni totali, di cui 45 da Nike, Herbalife, Clear, Samsung, etc), che ne hanno fatto il calciatore più "vendibile" a livello commerciale (fonte: Calcio e Finanza). Il malcontento alla base della volontà di lasciare Madrid potrebbe essere dunque proprio legato alla "parte fissa" dello stipendio del lusitano, distante ben 3 mln da O'Ney e addirittura 17 dalla Pulga, fresca di rinnovo. 

DA MAN UNITED A PSG, DA BARCELLONA ALL'UTOPIA JUVE: CHI LO PRENDE? - Per questo motivo il "grazie e arrivederci" col Madrid è molto probabile, qualora le sue richieste di adeguamento non vengano ascoltate. I grandi d'Europa sognano, anche se si contano sulle dita di una mano i club in grado di potersi accaparrare il cinque volte vincitore del Pallone d'Oro. Inutile negare che in pole position ci sia il Manchester United, per diverse motivazioni: la passione di CR7 per la Premier, campionato nel quale è sbocciato proprio con la maglia dei Red Devils; la voglia di tornare a Old Trafford e provare a superare le leggende di Best e Cantona, vincendo un'altra Champions in rosso; la presenza del portoghese Mourinho sulla panchina del club dei Glazer: il forte legame del suo procuratore Jorge Mendes e della Gestifute con questo club. Se quella che porta a Manchester sembra essere la strada maestra, non sono da escludere altre suggestioni, già quotate dai polivalenti bookmakers britannici: probabilmente un tentativo lo farà anche il PSG di Al Khelaifi, che sogna di poter mettere a disposizione del nuovo tecnico Tuchel la coppia d'assi formata da Ronaldo e Neymar, un binomio in grado di spaventare chiunque. Stesso discorso per il Manchester City di Al Mubarak, che gli consentirebbe di lavorare con Guardiola e una serie di compagni dal talento assoluto. C'è poi la tentazione Barcellona: giocare con Messi e dimostrare al Real di essere l'unico a poter fare realmente la differenza è un'idea che potrebbe stuzzicare il portoghese. In Italia, nessuno può permettersi nemmeno di sognarlo: forse solo la Juventus, che però non ha mai dimostrato di voler sottostare a certi parametri economici. Insomma, nessuno scenario di quelli elencati al momento può essere escluso: quel che è certo è che ieri, con Scipione, è arrivata la prima ondata di caldo estiva, e in serata CR7, con le sue parole, ha fatto alzare la temperatura di due-tre gradi. Pronto per un'estate bollente, in tutti i sensi. 

@AleDigio89