232
Il giorno dopo fa ancora più male. Servirà tempo e sangue freddo per smaltire una delusione così forte per l’Italia del pallone. Dalle stelle di Wembley alla stalle di Palermo, dal record di risultati utili consecutivi alla beffa atroce contro la Macedonia. Il primo a non avere una spiegazione razionale è lo stesso Roberto Mancini, travolto dalle critiche degli stessi tifosi che lo idolatravano solo pochi mesi fa. E in tanti ne chiedono le dimissioni come normale conseguenza di un fallimento storico. Il presidente Gravina ha già chiarito che vuole proseguire il percorso con il tecnico campione d’Europa, forte di un contratto fino al 2026. Al netto di quelle che sono le indiscrezioni che stanno circolando nelle ultime ore, sarà il c.t azzurro a decidere quello sarà il suo futuro. In totale autonomia. 

Ascolta "Rebus panchina per l'Italia tra Gravina, Mancini e Cannavaro" su Spreaker.

L’OMBRA DI CANNAVARO - La Federazione vuole andare avanti con Mancini, che ha ancora il gruppo dalla sua parte e viene considerato l’uomo giusto per ripartire come già successo due anni fa. Ma nulla può essere dato per scontato, le motivazioni e i dettagli faranno la differenza. Sullo sfondo emerge la candidatura di Fabio Cannavaro che, dopo essere stato vicino alla panchina della Polonia, spera in una chiamata per allenare la Nazionale. Un campione del mondo per riportare l’Italia ai Mondiali? Presto per dirlo, decide Mancini.