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Una settimana da Dio, chiusa con una sorpresa. ​Prima la vittoria nella finale playoff di Serie C contro il Bari, che ha riportato la Reggiana in Serie B dopo 21 anni, poi la laurea in economia, infine la decisione di lasciare il calcio. ​Alessandro Spanò, capitano della Reggiana, ha spiazzato tutti, comunicando, in conferenza stampa, la volontà di ritirarsi. Basta con gli allenamenti, le partite, basta con il pallone. Nel suo futuro ci sarà lo studio, una nuova vita senza calcio: "Il mio destino si è intrecciato con quello di questa città, mi ha chiesto di fare un viaggio fianco a fianco e accompagnarla in vetta, dove merita. Ce l'abbiamo fatta insieme. Quella finale, come nemmeno nelle migliori sceneggiature, è stata la mia ultima partita. l mio destino è compiuto. Ma ora è arrivato il momento di seguire il cuore: ci sono altre parti di me che sgomitano; è arrivato il momento di prendere un'altra strada che mi porterà lontano dal calcio. Ho ottenuto una borsa di studio in una business school internazionale (vinta diversi mesi fa ma tenuta nascosta a tutti, anche a compagni e società. Sarà un progetto su più anni tra Londra, Shanghai e San Francisco, ndr). Non posso che ringraziare tutti per questa favola. Mi auguro di aver lasciato molto sia in campo che fuori, perché ho ricevuto tantissimo. Vi chiedo solo un favore, continuate a sorridere. Inseguite il vostro vero significato, e vivrete per sempre un sogno". Arrivato a vestire la maglia della Reggio Audace (ora di nuovo Reggiana) nel 2014, Spanò in granata ha totalizzato 176 presenze con 15 reti, compresa quella decisiva in questa stagione nella semifinale playoff contro il Novara.