Niente aiuti alla Figc dal Tar del Lazio. Con un’ordinanza pubblicata lo scorso 22 novembre la Prima Sezione del Tribunale Amministrativo ha rigettato la richiesta di sospensiva cautelare presentata dalla Figc e avversa al provvedimento n. 27249 adottato dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) in data 27 giugno 2018.

Il collegio composto dal presidente Ivo Correale, e composto dai giudici Roberta Ravasio e Lucia Maria Brancatelli, ha stabilito non esservi le condizioni per una sospensiva cautelare del provvedimento emesso dell’AGCM, da cui deriva per la Figc una sanzione da 3.330.659,69 euro. La causa potrà essere discussa nel merito durante l’udienza pubblica fissata per il 22 maggio 2019. E dunque, intanto, gli effetti comandati dal provvedimento dell’AGCM vanno applicati. Ma qual è stato l’oggetto del contendere?

Tutto ruota intorno ai regolamenti FIGC che disciplinano l’accesso a determinati ruoli professionali o di consulenza per le società di calcio. Tali ruoli sono quelli di direttore sportivo, di collaboratore della gestione sportiva, di osservatore calcistico e di match analyst. Secondo le norme della Federcalcio, rese più restrittive dal Comunicato Ufficiale n. 245/A del 27 aprile 2015. (cioè nel pieno del periodo in cui governava lo spensierato duo composto da Carlo Tavecchio e Michele Uva), per ricoprire tali incarichi è necessario frequentare i corsi abilitanti organizzati dalla stessa Figc.

Altri paletti sono costituiti dal numero chiuso di iscritti ammessi ai corsi, e dal possedere la cittadinanza italiana o essere residenti da almeno due anni nel territorio nazionale. Contro tali requisiti, ritenuti lesivi delle condizioni di piena e libera concorrenza, ha presentato ricorso a luglio 2015 una società di professionisti che nel provvedimento dell’AGCM non viene nominata, ma che dalla sentenza del Tar viene resa nota. Si tratta dello studio romano Ferraria & Partners, specializzato in consulenza tributaria, legale e del lavoro. Una società composta da soggetti che hanno legami ben saldi nel mondo del calcio.
Tre dei professionisti che ne fanno parte hanno condiviso un’avventura nel calcio svizzero, alla guida del La Chaux-des-Fonds. Fra il 2003 e il 2007 Flavio Ferraria è stato presidente del club svizzero, Alessandro Ferraria vi ha svolto il ruolo di direttore generale, e Fabrizio Zaccone (che è anche agente Fifa) vi ha lavorato come direttore sportivo. I tre hanno condotto il loro compito durante il periodo in cui la proprietà del club svizzero era sotto il controllo di un immobiliarista italiano con radicati interessi nel paese elvetico, Antonio Tacconi. E è davvero una storia interessante, quella del La Chaux-de-Fonds italiano. Merita di essere approfondita, e Calciomercato.com lo farà.

Tornando all’attualità, va rimarcato come la segnalazione di Ferraria & Partners all’AGCM inneschi il procedimento I182. Al termine del quale l’Authority rileva che la Figc abbia dato luogo a “un’intesa restrittiva della concorrenza contraria all’articolo 101 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea”. E oltre a comminarle una multa da 3,33 milioni di euro, con termine di pagamento entro i 90 giorni dalla notifica del provvedimento, ha posto alla Figc un termine di 120 giorni per comunicare i provvedimenti che eliminino le restrizioni. Il ricorso della federcalcio, è stato presentato dal commissario Roberto Fabbricini. Che si è ritrovato fra le mani il pasticcio confezionato dal precedente governo federale, e ha provato a porvi rimedio. E invece quel pasticcio se lo ritrova tra le mani il nuovo governo federale.

@pippoevai