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Quel che conta del giorno: i fatti salienti di oggi, calcio a parte.

Conte passa, Renzi si schianta. Conte al Senato ottiene 156 voti, la maggioranza relativa, non quella assoluta. Nei 156 pro Conte due voti da Forza Italia e altri raccolti tra i cosiddetti centristi. Per validare il voto di un paio di senatori c'è voluta una sorta di Var, l'avevano tirata all'ultimo secondo per far notare e pesare il loro Sì. Conte ha promesso la qualunque. Ora deve fare-rifare un governo: o trova un nuovo partito che sia nella maggioranza o ne inventa uno di suo o... Mattarella giudicherà se quei 156 voti abbiano la sostanza di un governo. In qualche modo la vita pubblica continua e continuerà, quale vita pubblica? Una Res Publica fondata sulle bugie, condivise.

In pensione quando si va? Tanto, tantissimo, troppo tardi: niente meno che a 67 anni. Bugia: tra eccezioni che sono la regola l'anno scorso l'età media in cui si è andati in pensione è stata tra i 63 e i 64 anni. Prima delle legge Fornero l'età media pensionabile reale era tra i 58 e 59 anni di anagrafe. Bugia condivisissima quella della pensione davvero a 67 anni. Eppure, stando ai numeri Inps, pur sempre bugia.

Tutte le aziende affossate, azzerate dal virus. Non vero, Istat ha contato, diviso, separato. Imprese nei guai già prima del Covid il 28,6% del totale. Sono statiche, usufruiscono solo dei sussidi. Non è detto che siano le maggiori candidate a chiudere, spesso sono troppo...piccole per morire. Imprese statiche resilienti secondo definizione Istat: un altro 35,5 per cento del totale. Resistono ma non si muovono, non cambiano. E non lo fanno perché sono ben piantate. Per nulla azzerata o affossata dal virus quindi la maggioranza relativa delle aziende. Imprese pro attive in sofferenza: 10, 7 % del totale, hanno outlook negativo, provano a muoversi ma non hanno capitale, qui forse si registrerà picco delle chiusure. Imprese pro attive in espansione, il 19,4 per cento. Ce la faranno, si sono già digitalizzate e all'interno alto livello di scolarizzazione. Imprese pro attive avanzate, 5,8 per cento. Sono cresciute di dimensioni e redditività. Quella di tutte le aziende e imprese italiane egualmente alla canna del gas è una non verità che gode di straordinaria condivisione.
Ristori di tutto il perduto. Non vero sia possibile. Nonostante sia una richiesta al massimo livello di condivisione, è sotto il minimo livello di realtà. Ristorare, rimborsare della totalità delle perdite significa pandemia passata gratis e senza danno alcuno. Se qualcuno nella società ottenesse ristoro totale, allora lo farebbe a spese di qualcun altro. A debito, cioè gratis.
Bugia al massimo della condivisione. La condividono Conte e Salvini, la Meloni e di Maio, Zingaretti e la Cgil e tutti i sindacati. E tutti i governatori di Regione e tutti i sindaci e tutte le associazioni di categoria e la grandissima parte di coloro che sono votati ed eletti e la grandissima parte di coloro che votano ed eleggono. Il debito pubblico non è gratis.

Tasse, tutti tartassati. Non vero, bugia: su 41 milioni di contribuenti 15 milioni circa di tasse non pagano nulla. Altri 15 milioni di tasse pagano decine di euro al mese. I tassati davvero sono circa dieci milioni. I ceti deboli economicamente (e coloro che si contrabbandano come tali) sono già ristorati da una pressione fiscale massiccia come il soffio di un sospiro. Dati Agenzia delle Entrate.

Italia odia e disprezza i voltagabbana. Bugia d'attualità sui social, giornali e tv. Bugia: i voltagabbana da disprezzare sono solo i "nostri" che passano di là, i "loro" che vengono a noi sono accettati, benedetti e ribattezzati "uomini e donne liberi". Tutti ladri, imbroglioni e comunque tutti che fanno solo per se stessi. La super condivisa bugia sta nel tutti... tranne me, tranne noi. Chi pensa così degli altri, tutti gli altri, lo fa perché dà per scontato e ovvio che gli altri facciano ciò che farebbe lui. 

Res Publica fondata sulle bugie condivise è cominciata quando politica è diventata soprattutto anzi soltanto intrattenimento e imbonimento. Intrattenitori e imbonitori tutti i politici maggiori, minori e medi e di ogni calibro. Intrattenimento e imbonimento piacciono a tutte o quasi le gradazioni di gente. L'unica domanda: chi l'uovo e chi la gallina tra i politici e la gente? Ricordare queste (altre ce ne sono) verità non condivise, non a caso al riproporsi di un governo e di una opposizione entrambi seminatori, raccoglitori e cacciatori di bugie condivise.