Marco Reus, esterno offensivo del Borussia Dortmund, ha rinnovato il suo contratto con il club tedesco fino al 30 giugno 2023, allontanando di fatto le voci di mercato che lo avevano accostato al Milan. Il talento tedesco si racconta a Goal.com dopo il prolungamento col Dortmund: "Sono nato e cresciuto a Dortmund, non potevo che diventare un giallonero. All'inizio non ho avuto la possibilità di diventare un professionista qui, ma dopo le esperienze al Rot Weiss Ahlen e al Borussia Monchengladbach è arrivata l'offerta del Dortmund. E' sempre stato il mio sogno giocare per questo club e alla fine si è avverato". 

SUL PROLUNGAMENTO - "Dire 'logico' sarebbe troppo semplice. Ho 28 anni e questo sarà probabilmente il mio ultimo grande contratto. Ho fatto le mie valutazioni e alla fine due cose erano importanti: dimostrare che mi sento legato a questo club, con il quale voglio ottenere il massimo. Volevo chiarezza prima che iniziasse la fase cruciale della stagione e soprattutto il Mondiale in estate".

IL TOTTI TEDESCO? - "Non so cosa intendi per status di leggenda, per me non hanno molto senso queste parole. Oguno fa quello che ritiene più opportuno nell'arco della propria carriera. Ovviamente è fantastico ed importante per i tifosi quando un giocatore si lega ad un club come Totti con la Roma, ma fondamentalmente ognuno deve decidere da solo".

SUL 2017 - "Purtroppo la società di oggi tende a vedere prima il negativo, le difficoltà e i problemi. Dovremmo tutti vedere le cose in maniera più positiva. Questo è uno dei motivi per cui noi calciatori veniamo presi come modello dai bambini".

SUGLI INFORTUNI - "E' vero, mi sono dovuto fermare parecchie volte, ma non potevo certo dire: "Ok, sono di nuovo infortunato, adesso mi ritiro". Non è che un incentivo a tornare il campo più presto possibile, a motivarti mentalmente. Devi avere pazienza e pensare soltanto ad affrontare il problema, perché nel mondo ci sono cose peggiori. Ecco perché gli infortuni sono sciocchezze per me".