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L'Italia non crede nei giovani, o perlomeno, non riesce a valorizzarli. Secondo i dati dell'ultima ricerca sviluppata da Football Observatory (ricercatori svizzeri che ogni anno studiano lo stato dell'arte dei più importanti settori giovanili italiani ed europei). E i dati pubblicati nell'ultima indagine hanno evidenziato una situazione tutt'altro che rosea per i club della nostra Serie A.

PAESE PER VECCHI – I dati, che parlano dei giocatori cresciuti all'interno dei vivai per almeno tre anni, confermano che nei 5 più importanti campionati europei (Liga, Bundesliga, Premier League, Ligue 1 e Serie A), il campionato italiano può vantare soltanto il 9,6% di giocatori cresciuti nei vivai delle formazioni di Serie A, un dato che contrasta notevolmente con il 24,6% della Ligue1 e con il 22,4% della Liga Spagnola.

BARCELLONA LEADER – Fra i club presi in considerazione, la “cantera” più apprezzata è sicuramente quella del Barcellona che vanta 13 giocatori cresciuti nel proprio vivaio presenti all'interno della rosa a disposizione di Luis Enrique e altri 30 sparsi fra i restanti club dei 5 campionati. Al secondo posto c'è il Manchester United (12+24) e il Real Madrid (8+26). La prima delle italiane è l'Atalanta (al nono posto a pari merito con altre 3 squadre) che vanta 5 giocatori presenti in rosa e ben 17 che hanno già lasciato il club. Al 19esimo posto la prima delle cosiddette 'grandi', con l'Inter che ha 4 giocatori presenti in rosa e altri 14 che hanno lasciato il club. La Roma (4+13) è al 23esimo posto, il Milan (3+11) 39esimo e la Juventus addirittura fuori dalle prime 52.

LA LIGUE1 SI AUTOSOSTIENE – Ma fanno ancora più scalpore i dati che riguardano i ricavi (i dati si riferiscono alle ultime 3 annate di calciomercato a partire dal 2012) prodotti dalle cessioni di giocatori cresciuti nei vivai per almeno tre stagioni fra i 15 e i 21 anni di età. La Ligue 1 è il campionato che incassa di più da questa tipologia di cessioni arrivando di fatto, con un guadagno di 292 milioni, all'auto sostentamento. La Liga segue a ruota con 276 milioni mentre molto più staccate Premier League (227 milioni) e Bundesliga (163 milioni). Il Fanalino di coda? Ovviamente la Serie A che dalla vendita dei giocatori provenienti dal proprio vivaio ricava soltanto 114 milioni.

BENE GENOA E ATALANTA – Se a guidare la classifica delle cessioni è la Ligue 1, analizzando la situazione dei singoli club è il Southampton ad aver incassato di più dalle singole cessioni: 90,2 milioni grazie alle cessioni di Calum Chambers, Adam Lallana, Luke Shaw. Seguono a ruota Lille con 76 milioni e Real Sociedad con 62 milioni. Le italiane? Come al solito staccate, ma nella top 20 appaiono due dei vivai più floridi d'Italia. Al 15esimo posto il Genoa che grazie alle partenze di Richmond Boakye, Isaac Cofie, Stephan El Shaarawy, Dejan Lazarević e Stefano Sturaro ha incassato 24,5 milioni. Al 17esimo l'Atalanta che ha ricavato 23,6 milioni dagli addii di Giacomo Bonaventura, Simone Colombi, Andrea Consigli, Manolo Gabbiadini e J. Olausson. Dati a cui Inter, Milan e Juventus ancora non riescono ad arrivare, a differenza di Barcellona (7o posto), Real Madrid (6o posto) Bayern Monaco (12esimo posto) e Manchester United (13esimo posto) sintomo di un gap ancora immenso da poter colmare per ritornare grandi.