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E’ tornato. Non ci sono più dubbi. Contro il Benevento mancava Stefan de Vrij, ma la difesa dell’Inter è stata ugualmente impermeabile. A guidarla un giocatore che qualche mese fa sembrava essersi perso. Ma oggi Milan Skriniar è di nuovo muro insuperabile.


Nell’Inter post lockdown lo slovacco era scivolato indietro nelle gerarchie, con Godin e anche D’Ambrosio davanti. Poi, in estate, la corte serrata del Tottenham di Mourinho. Andata a vuoto. In tutti questi mesi, anche nei momenti di difficoltà, Skriniar si è sempre comportato da professionista esemplare. In allenamento così come fuori dal campo: mai una parola fuori posto, sempre l’Inter al centro dei suoi pensieri. Il risultato è sotto gli occhi di tutti.
Ha vissuto alcune settimane complicate (ha avuto anche il Covid), poi dalla partita con l’Atalanta dell’8 novembre tutto è cambiato. Duro, deciso negli interventi, mai in ansia e preciso anche con in fase di impostazione, questo Skriniar è tornato ad essere uno dei difensori migliori d’Italia e non solo. Anzi, con de Vrij e Bastoni forma una difesa che poche squadre in Europa possono vantare. E poi la leadership. Ieri contro il Benevento, senza Conte squalificato, a squarciare i silenzi di San Siro arrivavano costanti le sue urla, incitamento e guida alla squadra. Martedì invece, nel derby di Coppa Italia con il Milan, è stato l’unico nerazzurro insieme a Barella ad inserirsi nella diatriba Lukaku-Ibra, provando più volte a far calmare il compagno di squadra.


Insomma, Skriniar oggi è incedibile per l’Inter. A gennaio diverse squadre si sono informate su di lui, soprattutto dalla Premier League, ma la linea della società è cambiata. Lo stesso Conte lo ritiene intoccabile. Non si muove più, è di nuovo centrale nel progetto Inter.