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Riecco Mino Raiola. Vecchio alleato, critico pungente e ora nuovamente perno fondamentale per il mercato del Milan. I temi dell'attualità rossonera pongono l'agente italo-olandese in primo piano dalle parti di via Aldo Rossi: tra rinnovi e nuovi affari, l'asse che unisce Milano con Montecarlo è tornato rovente.

LA CRITICA - Negli scorsi mesi, infatti, si era inevitabilmente raffreddato, complici diverse frecciate che avevano reso minimi i rapporti, mettendo in stand-by varie operazioni. Per settimane a Casa Milan sono risuonate quelle dichiarazioni rilasciate a Brescia lo scorso 24 gennaio. Ibra era appena tornato rossonero e Raiola sottolineava: "Se mi piace il progetto Milan? No, perché non credo che questo sia il Milan che il mondo conosce. Non credo che sia la squadra che Maldini e Boban sognano. Non credo neanche che Elliott stia pensando che questo sia il vero Milan. Se è questo ciò che vogliono, consiglio loro di trovare al più presto un acquirente". Critica netta a un progetto ritenuto quasi utopico: la linea Gazidis, basata sui giovani, immaginava un club vincente in un futuro troppo lontano
IL FUTURO - Ora, però, l'aria è cambiata. La rivoluzione rossonera in salsa tedesca si è interrotta sul più bello. (Anche) da qui è ripartito il dialogo degli ultimi giorni. Zlatan Ibrahimovic, infatti, non intende discutere il rinnovo seduto al tavolo con Ivan Gazidis: la palla va al suo agente, che sta trattando con il duo Maldini-Massara. Prima Zlatan, poi Gigio: all'orizzonte ecco i prolungamenti del portiere - che potrebbe prevedere una clausola proprio a favore di Raiola - e quello di Romagnoli. Senza dimenticare l'affare Dumfries, con il laterale del Psv tra i favoriti per il ruolo di nuovo terzino destro, e i giovani Malen e Boadu. Le richieste, però, sono chiare: serve una squadra competitiva da subito. Altri anni fuori dalla Champions sarebbero un danno per il club ma anche (e soprattutto) per i suoi assistiti. Il Milan è avvisato