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Piedi per terra, pensando una partita per volta. Antonio Conte non è tipo che si fa cogliere da facili entusiasmi, non si fa trascinare da istinti ed euforie. Ha il mirino continuamente puntato sulla gara successiva, ma settimana dopo settimana raggruppa a piene mani i frutti del lavoro. Il lavoro quotidiano, silenzioso, martellante, da sempre protagonista delle sue sedute e, da diversi mesi, fortuna dell'Inter. Che ad Appiano semina e tra gli stadi d'Italia raccoglie. Prima il gap con la Juve creatosi negli anni da colmare con la Juve, poi i tanti gol subiti, quindi la spinosa questione Eriksen. Missioni vinte senza se né ma da Conte, oggi a +10 sui bianconeri, con una retroguardia capace di incassare un solo gol nelle ultime sette e con il danese diventato preziosa risorsa in un centrocampo capace, oggi, di disegnare anche trame di qualità.

MISSIONE SENSI - L'Inter di oggi è un'orchestra quasi perfetta, un armonioso collettivo che esegue con maturità le richieste del proprio tecnico. Che ancora non si fida del Milan e delle altre inseguitrici, ma che può guardare con soddisfazione e fiducia alla classifica. Nel presente, però, c'è un'altra, nuova, sfida. Ed è legata a Stefano Sensi, assente di lusso nelle tante gioie dell'Inter 2020-2021. Problemi muscolari e piccoli acciacchi hanno dominato la sua stagione, ma ora - si spera - è l'ora del rientro. Oggi l'ex Sassuolo ha lavorato in gruppo e corre verso la possibile convocazione per la trasferta di Parma. 
RISORSA ECONOMICA - Un rientro significativo, un aiuto importante per un giocatore che, al top, ha dimostrato di avere doti e qualità utilissime per quest'Inter. Si pensi all'anno scorso e a quelle prime sei giornate di campionato con tre gol e quattro assist. Poi l'incubo infortuni, un tunnel dal quale Sensi ha faticato a uscire anche da un punto di vista mentale. "Mi hanno tolto il sorriso" dichiarava infatti qualche mese fa. A fine 2020 Conte si era espresso sui tentativi - a vuoto - di dargli continuità, ora cerca un nuova soluzione. Per il campo, così da aggiungere un tassello a un centrocampo che, con Brozovic ed Eriksen, ha trovato un'alchimia invidiabile. Ma anche per il bilancio, per non rischiare di bruciare quei 25 milioni (5 per il prestito, 20 per il riscatto) pagati al Sassuolo. Il contratto fino al 2024 obbliga l'Inter a rivalutare Sensi: in caso contrario, sarà addio con rischio di registrare una pericolosa minusvalenza, visto il momento delicato. Per Conte, invece, è solo l'ultima grande sfida da vincere.