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Una storia incredibile, dai contorni addirittura grotteschi, quella di Elena Proietti, oggi Assessore allo Sport del Comune di Terni ma con un passato da arbitro. Nel 2014, fu oggetto di un aggressione in campo che le provocò danni permanenti a un orecchio e a un occhio, costringendola al ritiro. Un episodio che, secondo la vittima, non fu mai affrontato con sufficiente fermezza e non le portò il pieno sostegno dell'AIA negli anni a venire, con parole di fuoco rilasciate in un'intervista nei confronti del presidente Marcello Nicchi. Comportamento che le costò un deferimento e che oggi ha portato al ritiro della tessera per "aver gravemente e ingiustamente e infondatamente criticato l'operato dell'AIA".

UNA BRUTTA STORIA - Questa brutta storia è cominciata nel 2014 quando nel corso di una partita di Promozione umbra, la Proietti ricevette un pugno, poi ritenuto involontario nell'ambito dell'archiviazione del procedimento penale contro il giocatore responsabile, ma che le ha provocato un'invalidità permanente al 67%. Del caso si occuparono alcuni telegiornali nazionali e anche la trasmissione “Non è l'Arena”, alla quale fu invitato anche il presidente dell'AIA per dire la sua, ma rifiutando sin da subito ogni confronto. "Dopo quello che è successo, tolta la prima sera e tolta una visita a titolo personale, non si è mai visto nessuno. Sono stata venti giorni in ospedale, non si è visto nessuno, mi sono sentita abbandonata", disse l'ex arbitro, inducendo Nicchi successivamente a replicare così: "Questa ragazza ha avuto tutto quello che doveva avere. Sono andati da lei dopo l’aggressione il presidente della Sezione di Terni con due collaboratori, è stata assistita, ha fatto causa, sono stati dati cinque anni di interdizione a quel giocatore che avrebbe dato il pugno".

 
L'AMAREZZA - Peccato che la squalifica al calciatore reo dell'aggressione arrivò per un colpo rifilato a un avversario e non per quello che ha provocato così seri danni alla Proietti. A ferire maggiormente l'ex “fischietto” furono però altre dichiarazioni di Nicchi, che arrivò persino a sollevare dubbi sulla veridicità dei referti medici che attestavano l'invalidità. La parola fine doveva essere ancora scritta e purtroppo la conclusione di questa storia si è rivelata ancora più triste, se possibile, con la sottrazione della tessera all'assessore Proietti, che oggi commenta così la decisione sulla propria pagina Facebook: "Ecco l'epilogo di questa tragicomica vicenda in cui chi subisce una violenza non ne può neanche parlare per denunciare pubblicamente. Dopo 15 anni di onorato servizio mi viene ritirata la tessera perché ho cercato di sensibilizzare l’opinione pubblica contro la violenza sugli arbitri".



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