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Restyling difesa. A una settimana dal raduno, il Milan progetta la retroguardia del futuro. Si ripartirà, senza dubbi, da capitan Romagnoli e dalla certezza Kjaer. Pioli, dalla sua, spera di ripartire anche da Nikola Milenkovic, difensore della Fiorentina per il quale il tecnico rossonero vanta un debole. Per gli altri centrali in rosa, invece, il futuro è ancora incerto: Gabbia e Duarte potrebbero partire in prestito per trovare maggiore minutaggio, mentre la situazione legata a Mateo Musacchio resta un enigma. L'argentino, infatti, è ancora ai box dopo l'operazione in artroscopia alla caviglia sinistra avvenuta a metà giugno. Il comunicato post-intervento parlava di quattro mesi di stop, motivo per cui è difficile rivederlo in campo prima di inizio novembre. 

MERCATO CONDIZIONATO - Un problema non di poco conto anche sul mercato: se è vero che l'ex Villarreal era considerato cedibile, è altrettanto vero che è ora difficile trovare qualcuno disposto a mettere sul piatto 10 milioni di euro per un giocatore che difficilmente entrerà in condizione prima della seconda parte di stagione. Senza considerare che, da fine gennaio, Musacchio potrà firmare gratuitamente per un'altra squadra. Eh sì, perché Marcelo Lombilla, procuratore dell'argentino, non ha ancora ricevuto alcuna chiamata. Il contratto del giocatore scade nel 2021, ma - a differenza di Donnarumma e Calhanoglu - la dirigenza rossonera non si è (ancora) mossa per prolungare l'accordo. Complice, va sottolineato, una stagione caratterizzata dai troppi stop: dall'arrivo di Kjaer, infatti, Musacchio è sceso in campo solamente 106 minuti in sette partite, prima del lungo stop per l'infortunio alla caviglia. Ecco allora che il ko cambia i piani del mercato: a un anno dalla scadenza, il destino di Mateo resta un'incognita