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"Milan, sono pronto". Leo Duarte è tornato e ora scalpita. Il centrale brasiliano ha recuperato dal brutto infortunio alla caviglia dello scorso novembre, una frattura del calcagno all'inserzione del tendine acchileo sinistro che ha stoppato una stagione già in chiaroscuro per il difensore. L'ex Flamengo è ancora un oggetto misterioso, quattro presenze da titolare e una da subentrato non sono bastate a dare una prima valutazione all'investimento da 11 milioni di euro fatto la scorsa estate.

RILANCIO - Un'etichetta che Duarte vuole scrollarsi di dosso: "Spero di giocare più partite possibili perché sto bene fisicamente. Voglio dimostrare il mio valore e voglio fare la differenza per il Milan" il ringhio del brasiliano in un'intervista con Sky Sport. Ed effettivamente, per Pioli Duarte potrebbe diventare una pedina preziosa: il calendario fitto e ricco di impegni ravvicinati per chiudere la Serie A 2019/20 offre ampia possibilità di rotazioni, fondamentale poter contare su una panchina lunga e Duarte, assieme a Musacchio, dovrà farsi trovare pronto per dare sostituire in maniera adeguata Kjaer e Romagnoli.
IL MERCATO PREME - Una missione chiara per il finale di stagione, anche perché il mercato preme. Non è mistero che le posizioni di Duarte, Musacchio e Kjaer siano ancora da definire, nel frattempo i rossoneri si guardano intorno per la retroguardia e alcuni profili sono già stati individuati: da Kristoffer Ajer (Celtic) al giovane Tanguy Kouassi del PSG, il Milan sta già valutando alcune opportunità e quale strategia adoperare, se puntare su un solo rinforzo o perfezionare più di un acquisto in vista del prossimo campionato. Molto dipenderà dalla decisione su Kjaer e dalle offerte per Musacchio, ma altrettanto importanti saranno le garanzie che Duarte sarà in grado di offrire: un banco di prova per il brasiliano, che dovrà convincere il Milan a scommettere ancora su di lui. Tutto in poche settimane: il Diavolo si gioca l'Europa, Duarte si gioca il Milan.