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L'edizione 2020 di Sanremo non decolla. Almeno stando a quanto emerge dalle dichiarazioni "pre-partita". Ad Amadeus e soci non riesce neanche il colpo di coda delle due sorprese finali, annunciate ieri sera in diretta su Rai Uno durante la trasmissione Soliti Ignoti - Speciale Lotteria Italia.

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Le "novità", che portano a 24 il numero dei big in gara, sono Rita Pavone e Tosca. La prima, ricordata dopo anni di carriera ancora per "La partita di pallone" e "Il geghegè", non fa un album dal 2013 e per tornare in auge si è affidata, nel 2016, a Ballando con le stelle. La seconda, stando alle parole di Amadeus, sarebbe stata essa stessa incredula della chiamata sanremese. E sorpresi per queste scelte lo siamo un po' tutti, perché più che al Festival di Sanremo potrebbe sembrare di trovarsi di fronte a una riedizione di Meteore con Enrico Papi. 
Per rendere l'idea citiamo qualche coetaneo di Rita Pavone nel mondo del calcio: Gianfranco Bedin, Romeo Benetti, il 'Giaguaro' Luciano Castellini, Pietro 'Gedeone' Carmignani, Edy Reja e Giuseppe Wilson. Tutti nati nel 1945, l'anno in cui è finita la Seconda guerra mondiale... Insomma, il progetto di ringiovanire il Festival, portato avanti molto bene da Claudio Baglioni nelle ultime due edizioni, sembra essersi già fermato. E a guadagnarci potrebbe non essere neanche la qualità. Per questa però, onestamente, è giusto attendere l'ascolto dei brani il prossimo febbraio, aggrappandosi soprattutto alla speranza delle performance di Achille Lauro, Paolo Jannacci, Pinguini Tattici Nucleari e Rancore, i nomi più interessanti. 

Nel frattempo ci teniamo le solite polemiche "acchiappa ascolti" sugli ospiti, come quella relativa alle quote rosa (per aumentarle pare che Amadeus chiamerà sul palco Diletta Leotta o Georgina Rodriguez, la compagna di CR7) e alla presenza della giornalista e scrittrice (e non "valletta", come l'avrebbe sarcasticamente definita Matteo Salvini) palestinese Rula Jebreal. Come spesso accade, ci si aggrappa ad argomenti fuori dalla portata per compensare una bassa qualità in ciò che, in una manifestazione canora, andrebbe fatto meglio: la musica. E allora viene bene anche per questo scenario, il discorso fatto da Ricky Gervais ai Golden Globes: "Non usate questo palco per dichiarazioni politiche, non sapete nulla del mondo reale. La maggior parte di voi è stato a scuola meno di Greta Thunberg"