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Non sono molti i calciatori che possono vantarsi di avere messo d’accordo cinque allenatori, anzi cinque commissari tecnici. Soprattutto se così profondamente diversi tra di loro: dal moderato Prandelli allo sciagurato Ventura, passando per l’esigente (e campione del mondo) Lippi, per il gestore Prandelli, per l’indemoniato Conte. Ci è riuscito Riccardo Montolivo il quale in Nazionale ha giocato addirittura per dieci anni (dall’ottobre 2007 al settembre 2017), mettendo assieme la bellezza di 66 presenze nonostante sia stato penalizzato da gravi infortuni che gli hanno tolto molto, in particolare il Mondiale in Brasile.

Ebbene, ora che Montolivo ha deciso di lasciare il calcio - lo ha annunciato lui stesso - è paradossale che tutto questo venga cancellato, come se nella sua carriera fosse stato solo l’epurato dal Milan, il nemico di Gattuso, lo zimbello di San Siro. Certamente l’avventura di Riccardo in rossonero non è stata esaltante, ma ci viene difficile indicare in lui uno dei principali responsabili dello sfascio di una società incapace di essere all’altezza della propria storia.

Montolivo non è stato un fuoriclasse, anche se in gioventù - quando guidava la mediana dell’Atalanta - è sembrato che potesse diventarlo. E’ stato però un centrocampista eccellente, in certi momenti tra i migliori del nostro calcio, non a caso ha giocato tanto in nazionale. Forse è stato un incompiuto per quello che poteva dare e non ha dato, ma ha avuto una carriera d’alto livello, ben più che dignitosa, anche alla Fiorentina e al Milan.

Quanto gli è successo nel suo ultimo periodo in rossonero era e rimane misterioso: gli hanno tolto la fascia di capitano, lo hanno messo in un angolo, hanno preferito far giocare nel suo ruolo un terzino (e nemmeno fenomenale, Calabria) piuttosto che mandarlo in campo. Lo hanno anche umiliato, convocandolo per fare numero a causa dell’infortunio di un paio di ragazzi della Primavera che altrimenti gli sarebbero stati preferiti.

Montolivo ha detto: “Non capisco perché si sono comportati così”. Ma è uscito allo scoperto, non ha avuto paura a esporsi, come uno che non ha nulla da nascondere. E allora chiediamo a chi ha preso quelle decisioni di far sapere cosa avesse combinato questo giocatore. Lo faccia Mirabelli, che parla ovunque e dice qualsiasi cosa, dispensando accuse a destra e a sinistra. E lo faccia Gattuso, che passa per essere - e magari lo è - serio e schietto.

Come mai hanno trattato così Montolivo? Magari c’è un motivo fondato, forse hanno ragione loro, evidentemente ritengono che abbia combinato qualcosa di grave. Lo spieghino, dunque. Basta che non ci dicano: è stata una scelta tecnica. Se devono raccontare altre stupidaggini, è meglio che stiano zitti.

@steagresti