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Quegli strani mandati a vendere. Sono stati firmati dall'ex management della Fiorentina con la Primus Sports, la società del potentissimo Fali Ramadani, che negli anni dei Della Valle è diventato di gran lunga l'agente di riferimento della società viola. È quanto rivela il New York Times (NYT) in un articolo
(https://www.nytimes.com/2020/07/03/sports/soccer/fiorentina-transfers-rocco-commisso.html) messo in rete stanotte, della cui preparazione eravamo informati da un mese poiché l'autore Tariq Panja (che ci menziona nel testo) aveva avuto con noi un consulto informativo.


Nel testo si narra di un accordo sottoscritto (nei mesi antecedenti la cessione della società viola a Rocco Commisso) dall'allora responsabile dell'area tecnica, Pantaleo Corvino, con l'agenzia di Ramadani. Si tratta di un mandato a cercare acquirenti per “almeno cinque” calciatori della Fiorentina (vengono citati i nomi di Nikola Milenkovic e Dusan Vlahovic, che guarda caso sono pure assistiti da Ramadani), con una commissione all'agente come contropartita. Un patto in linea di principio criticabilissimo, poiché le società di calcio (specie a quel livello) dovrebbero essere già attrezzate per sondare il mercato in cerca di acquirenti per i propri calciatori e senza dover ricorrere a intermediari, ma che comunque corrisponde ormai a situazione diffusissima. E dunque, se l'accordo fosse tutto qui, non vi sarebbe granché di strano. I problemi saltano fuori invece quando si guarda alle stranissime clausole, e soprattutto alle non clausole, dell'accordo che Panja ha potuto consultare.

Innanzitutto, pare che la Fiorentina non abbia fissato un prezzo minimo per la cessione dei SUOI calciatori. Veniva data mano libera all'intermediario, con la sola e vaga indicazione che “l'offerta deve essere in linea col valore di mercato del calciatore”. L'articolo del NYT riferisce pure che negli accordi stipulati relativamente ai singoli calciatori da piazzare sul mercato erano fissati il compenso o la percentuale per l'agenzia di Ramadani e persino l'obbligo al risarcimento per l'agente qualora la Fiorentina avesse rigettato un accordo di cessione definito dallo stesso Ramadani. Praticamente l'agente macedone aveva soltanto da guadagnare. Si tratta di clausole che provocano sconcerto in Roy Vermeer, il direttore degli affari legali di FIFPro (il sindacato mondiale del calciatori) consultato da Panja. “Questo accordo sembra garantire un compenso all'agente indipendentemente dal fatto che il trasferimento avvenga” dice Vermeer.

Quei documenti svelano dunque una situazione di estremo favore accordata dal vecchio management della Fiorentina all'agente che, va ricordato, da febbraio scorso è indagato in Spagna per riciclaggio (https://www.calciomercato.com/news/ramadani-e-damjanac-fregati-dal-vizietto-per-gli-immobili-di-lus-57912). Non certo una novità, come ben sanno i lettori di Calciomercato.com, tale rapporto di vicinanza tra la vecchia società viola e fali Ramadani.

Da queste colonne siamo intervenuti più volte sul tema, e in special modo illustrammo in esclusiva il grottesco caso del portoghese Pedro Pereira. Che dopo essere stato dirigente della Fiorentina nella stagione 2015-16, con incarico allo scouting per l'estero, è passato a essere dipendente di Lian Sports. Cioè l'agenzia di Ramadani e del socio Nikola Damjanac che in seguito sarebbe stata ribattezzata Primus Sports. Nella nuova veste, Pereira ha agito da intermediario e incassato commissioni sui trasferimenti della Fiorentina, cioè la società di cui è stato dipendente (https://www.calciomercato.com/news/la-fiorentina-sostiene-pereira-scelto-da-ramadani-e-l-uomo-piu-p-40106).


Lo stesso Pereira ha declinato l'invito a rispondere a alcune domande inviate dal NYT. Hanno invece accettato di rispondere l'ex presidente esecutivo viola Mario Cognigni e l'ex responsabile dell'area tecnica Pantaleo Corvino. Entrambi hanno espresso la convinzione che gli accordi stretti con Primus Sports sia perfettamente regolari. In particolare, pare che Corvino abbia rilasciato tali dichiarazioni attraverso messaggi WhatsApp. Pagheremmo oro per leggere quei testi in anglo-salentino.