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Se non sarà un terremoto, poco ci manca. La doppia scoppola contro Atletico Madrid in Champions League e Granada in campionato, che potrebbe aver fatto svanire in pochi giorni i due principali obiettivi stagionali dei blaugrana, ha tutti i crismi della conclusione di un ciclo che ha portato in dote 21 titoli dal 2005 a oggi. Il Mundo Deportivo titolava ieri in prima pagina, dopo la debacle andalusa: "Adiòs Liga, adiòs Tata!", lasciando intendere quello che sarà il futuro di Gerardo Martino a prescindere dall'esito della finale di Coppa del Re contro il Real Madrid di mercoledì e del campionato, con i blaugrana aritmeticamente ancora in corsa, visti i 4 punti di distanza dall'Atletico Madrid e i 5 turni che mancano alla fine della Liga.

PAGA SOLO IL TATA? - Il tecnico argentino, per colpe non solo sue, non è riuscito a completare quella tarsformazione tattica che anche Vilanova aveva provato a mettere in atto dopo l'addio di Guardiola. L'inserimento di Neymar, l'acquisto più oneroso dell'ultima campagna acquisti, si sta rivelando più difficoltoso del previsto e la sorte non ha dato una mano al "Tata", che ha dovuto affrontare nell'ordine i continui problemi fisici di giocatori chiave come Piquè, Puyol (che a giugno dirà basta), Valdès fino a Leo Messi, finito nel mirino della critica dopo la pessima prestazione del Calderon. Quello vista quest'anno è una squadra che, nonostante le buone intenzioni, non ha alternative offensive alle giocate degli elementi di maggiore estro, che ha perso l'armonia che aveva contraddistinto l'epopea guardiolana e che in difesa balla pericolosamente.
Il caso Neymar, le dimissioni di Rosell e il successivo scandalo sul tesseramento dei giocatori minorenni, che ha portato allo stop delle prossime due sessioni di mercato imposto dalla Fifa sono gli ulteriori elementi che descrivono un'annata maledetta e che ha nell'allenatore argentino il più facile dei capri espiatori. Nonostante le smentite di rito del club, il nome rilanciato con maggiore insistenza dai media catalani per la panchina è Jurgen Klopp, lo stratega artefice del miracolo Borussia Dortmund. Un tecnico innovativo, rivoluzionario, capace di valorizzare un gruppo di calciatori poco conosciuti fino a qualche anno fa e letteralmente esplosi sotto la gestione del tecnico di Stoccarda. Che è legato alla società tedesca fino a giugno 2017 e che difficilmente accetterebbe di sposare un nuovo progetto senza avere la garanzia di un rafforzamento strutturale della squadra. Il quotidiano catalano Sport riferisce che, nella speranza che la squalifica Uefa venga annullata, Marco Reus, gioiello proprio del Borussia Dortmund, e un difensore centrale tra Thiago Silva del PSG e David Luiz del Chelsea sono i primi nomi della lista per giugno.