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Il ciclone José Mourinho si è abbattuto sul mondo Roma. E' bastato l'annuncio, nella giornata di ieri, dell'ingaggio del tecnico portoghese a partire dalla prossima stagione per ridare al popolo giallorosso quell'euforia che il pesante ko nella semifinale d'andata di Europa League contro il Manchester United aveva definitivamente cancellato assieme a un finale di stagione che vede la squadra di Fonseca ormai tagliata fuori dalla corsa Champions. E già ci si inizia a chiedere: quali saranno i cambiamenti apportati dallo Special One? Ieri abbiamo analizzato come cambieranno le strategie della società capitolina sul mercato, ora diamo uno sguardo al campo e alle novità che si potranno vedere dalle parti di Trigoria.

MODULO - Innanzitutto, la disposizione tattica: con ogni probabilità, sarà addio alla difesa a tre che ha caratterizzato quest'ultima fase dell'era Fonseca. Negli anni Mourinho ha sì impiegato a sua volta la linea a tre (3-5-2, 3-4-2-1, 3-4-1-2, 3-4-3) soprattutto al Tottenham, ma lo ha fatto solo in poche specifiche occasioni e senza incontrare grande fortuna. Prevalentemente, lo Special One si affida al solido 4-2-3-1, già caro ai tifosi dell'Inter ai tempi del Triplete, con due dettagli immancabili: una mediana di sostanza ed esterni offensivi veloci e votati al sacrificio anche in fase difensiva. Confermato quindi Veretout, molto probabilmente la Roma si rivolgerà al mercato per trovargli un nuovo compagno di reparto. Sugli esterni potrebbe trovare fortuna Kluivert di ritorno dal prestito al Lipsia, giocatore già gradito a Mourinho ai tempi dell'Ajax e adatto all'idea di gioco del portoghese. Davanti il totem, Edin Dzeko: esperto, forte fisicamente, finalizzatore ma anche regista aggiunto all'occorrenza, corrisponde all'identikit di centravanti ideale per Mou come dimostrato dalle sue scelte nelle ultime esperienze in Premier League (Ibrahimovic e Kane per fare due nomi). La difesa sarà da ritoccare anche negli interpreti, ma Karsdorp e soprattutto Spinazzola possono conservare il proprio posto sulle fasce come Mancini al centro, senza dimenticare Smalling apprezzato dal tecnico lusitano a Manchester.
IL RUOLO DI ZANIOLO E MKHITARYAN - Nella Roma giallorossa però non si aspetta solo l'arrivo di Mourinho, ma anche un ritorno: quello di Nicolò Zaniolo, ma dove potrà trovare spazio nel nuovo scacchiere? Il classe '99 è duttile, ha dimostrato di saper giostrare liberamente alle spalle della punta, da trequartista centrale/sottopunta o da esterno destro in prevalenza. E con Mourinho il rebus potrebbe resistere. Lontani i tempi dell'Inter quando era Sneijder a giocare alle spalle di Milito, nelle ultime esperienze il tecnico portoghese ha cambiato la sua interpretazione del ruolo preferendo dare spazio via via a giocatori più fisici o incursori: al Manchester United Pogba era stato reinventato in quel ruolo, lo stesso è accaduto spesso al Tottenham con Ndombele. Zaniolo ha l'altezza (190 cm) per candidarsi a un posto in mezzo pur non avendo la stazza di un panzer e può abbinare ottime qualità tecniche, ma Mourinho ha un gradimento particolare per gli esterni a piede invertito e non a caso anche un mancino di classe come Lamela, negli Spurs, è stato spesso dirottato sulla fascia destra. Non stupirebbe quindi vedere Pellegrini (non Mkhitaryan, il cui futuro sarà tutto da valutare con l'avvento di un tecnico a lui poco favorevole) al centro alle spalle di Dzeko con Zaniolo scalato a giocare piedi sulla laterale per allargare il campo. Il tempo è dalla parte di Mourinho, che nei prossimi mesi avrà modo di valutare, disegnare la sua idea di gioco e trasmetterla a Tiago Pinto per gli ultimi ritocchi dal mercato: la nuova Roma inizia a prendere forma.