Commenta per primo
Il cancro non è una sola malattia, ma centinaia di malattie diverse che evolvono nel tempo. Inoltre, ogni tipo di tumore richiede cure specifiche e differenti a seconda delle caratteristiche del tumore stesso e del paziente. Esistono almeno 200 forme di tumore, e ognuno di essi, anche dello stesso tipo, può comportarsi in maniera diversa in ciascun malato. Una “pillola magica” in grado di curare tutti i tipi di tumori non esisterà mai. Altro tasto dolente: il tumore si modifica nel tempo e a volte sfugge alle terapie.

Le terapie mirate possono essere molto efficaci, solo però in casi specifici dove il farmaco trova una corrispondenza molecolare nel cancro da curare e dove non insorgono resistenze. Servono molto tempo e grandi investimenti per portare in clinica un nuovo farmaco. Anche la prevenzione e le nuove tecnologie aiutano a trovare cure per i tumori. L’Italia ne è consapevole. Contro il cancro o, meglio, contro “i cancri”, bisogna continuare a investire nella migliore ricerca scientifica. Ma se invece fosse possibile scovare la malattia da un solo test sanguino?

Da anni i ricercatori si dedicano alla mappatura delle mutazioni genetiche che avvengono nelle cellule del cancro. La Gran Bretagna da poche ore ha dato il via ad una sperimentazione rivoluzionaria gestita dal sistema sanitario inglese e sottoposta a 140mila volontari britannici. Si tratta di un test che sarebbe in grado di identificare fino a 50 tipi diversi di cancro con un semplice prelievo di sangue. Una semplice provetta, perciò, attraverso cui è possibile trovare la traccia di un eventuale cancro, prima che i tradizionali mezzi diagnostici vengano messi in atto, o comunque prima dei sintomi; in questo modo aumenterebbero le chance di successo delle cure. 
Tuttavia, i risultati non sono immediati: il test, chiamato biopsia liquida, è basato su frammenti di cellule lasciate dai tumori con i loro DNA; indubbiamente il genoma delle cellule tumorali è alterato rispetto alle cellule normali e questo permetterebbe di identificare quindi l’impronta del cancro. Purtroppo, riconoscere il DNA di un tumore nella miriade di cellule presenti nel sangue umano è arduo, per questo motivo i risultati saranno disponibili solo 10 giorni dopo il prelievo.  La sperimentazione che è iniziata in Gran Bretagna e che darà i suoi risultati nel 2023 è la più vasta al mondo.

La biopsia liquida sarà particolarmente utile nei tumori che più passano inosservati, a partire da pancreas, stomaco, fegato, esofago e anche polmone. Oltre ad indicare la presenza di alterazioni del DNA, il test è in grado di indicare l’organo di provenienza, quello colpito dal cancro. Negli ultimi anni l’attenzione verso le malattie non trasmissibili, tra le quali è incluso anche il cancro, è in crescita a livello globale. Tutto ciò fa riferimento all’aumento dell’aspettativa di vita, cosa che ora come non mai è fondamentale.