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Nel giorno della rivoluzione (in panchina per tutti i 96 minuti Paquetà, Suso e Piatek), il Milan risorge a Cagliari con i gol di Leao e Ibrahimovic. Non parto da lui perchè questa, che potrebbe rappresentare la svolta, è anche la vittoria di Stefano Pioli. Sia per la scelta del sistema di gioco (4-4-2), sia per quella degli uomini. Se quello con Calabria, Musacchio, Romagnoli ed Hernandez in difesa, Castillejo, Kessie, Benaccer e Calhanoglu a centrocampo e, infine, Ibrahimovic e Leao davanti sia il Milan del futuro non si sa. Di certo è il miglior Milan possibile oggi, perchè corre pochi rischi (a Cagliari nessuno) e segna quando c’è da farlo. Per la verità, Ibrahimovic di gol ne ha fatti due. Uno al 64’, in girata bassa, e un altro di testa a otto minuti dalla fine. Quest’ultimo sarebbe stato più bello se l’assistente non avesse scovato il fuorigioco dello stesso attaccante svedese.

Nessuno può sapere con certezza se Pioli si sia confrontato con lui a proposito della formazione (io, per esempio, credo di no), però l’allenatore gli ha confezionato lo schieramento che Ibra gradisce. Come molti avevano intuito, Ibrahimovic preferisce Leao e Leao, sarà un caso, ha fatto gol. Come tutti sanno, Ibrahimovic aspetta i cross e su due cross lui ha segnato un gol valido e uno irregolare. Tuttavia non è stato un Milan brillante e il primo tempo, più che brutto, è stato asfittico. La squadra era contratta e la manovra ne ha risentito. Mentre i gol del secondo tempo l’hanno sostanzialmente liberata e a quel punto si è visto un Milan più ordinato, ben scaglionato sul campo e incline a sbagliare meno. Certo, quando serve recuperar palla, l’unico che lavora con massima lena è Kessie. Però, in una partita dominata, almeno nella prima parte, dalla paura di perdere, tutti per lo meno hanno rispettato le consegne dell’allenatore.

Il Cagliari è in crisi non solo perchè ha collezionato la quarta sconfitta consecutiva, ma perché produce pochissimo e, dunque, non segna più. La colpa non è di Simeone, come qualche fischio dalle tribune avrebbe voluto far intendere, ma di una squadra che smarrito, insieme alla brillantezza, anche la convinzione. Maran l’ha schierata secondo consuetudine (4-3-2-1 con Nandez, Cigarini e Rog a centrocampo e Nainggolan con Joao Pedrio dietro Simeone), ma troppi uomini sono giù di corda. Infatti l’allenatore dei sardi non ha avvicendato solo il primo attaccante con Cerri, ma anche Nandez con Ionita e Rog con Castro. Non è cambiato nulla perché, a quel punto, il Milan aveva la partita in pugno e più di qualche colpo di testa (alto o sballato), in area rossonera, non è arrivato.

Il Milan - va detto non solo per la cronaca - ha segnato entrambe la volte da azione susseguente ad un calcio di punizione. La prima battuta quasi a metacampo da Castillejo, quando non era scoccato nemmeno il quarantesimo secondo della ripresa, è finita in qualche modo sui piedi di Leao che, sfruttando una deviazione beffarda di Pisacane, ha messo alle spalle di Olsen. La seconda, calciata da Calabria, ha fatto scattare Hernandez sulla sinistra. ll suo passaggio rasoterra aveva il pregio della precisione e Ibrahimovic, di sinistro, l’ha messo nell’angolo. Sarà questa la vittoria della ripartenza? Tutto può essere anche se il distacco dalla zona Europa resta cospicuo e non autorizza sogni di gloria. Ibra, però, c’è e, al contrario che con la Sampdoria, si è visto. All’esordio ha giocato trentacinque minuti, a Cagliari novanta. Sta bene e non ha disimparato a segnare. In attesa di meglio, è una significativa consolazione





Cagliari-Milan 0-2 (primo tempo 0-0)
Marcatori: 1’ s.t. R.Leao, 19’ s.t. Ibrahimovic

Assist: 1’ s.t. Castillejo, 19’ s.t. Hernandez

Cagliari (4-3-1-2): Olsen; Faragò, Klavan, Pisacane, Pellegrini; Nandez (31’ s.t. Ionita), Cigarini, Rog (31’ s.t. Castro); Nainggolan; Joao Pedro, Simeone (24’ s.t. Cerri). All.: Maran

Milan (4-4-2): Donnarumma; Calabria (28’ s.t. Conti), Musacchio, Romagnoli, Hernandez; Castillejo, Kessie, Bennacer, Calhanoglu (19’ s.t. Bonaventura); Ibrahimovic, Rafael Leao (44’ s.t. Rebic). All.: Pioli

Arbitro: Abisso di Palermo

Ammoniti: 26’ p.t. Cigarini (C), 39’ p.t. Nandez (C) 15’ s.t. Pellegrini (C), 16’ s.t. Bennacer (M)