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Addio con lite fantasma. Adriano lascia il Flamengo e Rio de Janeiro, ma le voci sul suo conto continuano. È di ieri la notizia, lanciata da un sito internet brasiliano, di una lite tra l’attaccante e il suo ex compagno Vagner Love. Il tutto a causa di una ragazza, alla festa di addio organizzata venerdì proprio a casa di Adriano. Che la lite ci sia stata o no, poco importa, perché di sicuro non ha lasciato il segno. Proprio Vagner Love, infatti, è tra i primi giocatori a presentarsi, venerdì sera, nell’hotel di Barra da Tijuca dove il Flamengo prepara la sfida con il Gremio. È il primo evento del dopo Adriano. Il ritiro è blindato ma tutti hanno voglia di dire qualcosa sul loro ex trascinatore, tutti eccetto uno: Ramon. A tavola il posto del centravanti resta vuoto e pure quello di Vagner, visto che ritarda un po’ per spiegare che quello che volerà in Italia è un giocatore ritrovato: «Scoprirete che i suoi guai sono dimenticati. Ha lavorato molto per questo e se ancora non è al livello della Coppa America del 2004, quando era all’apice, c’è vicino. Dategli solo un po’ di tempo e in campo tornerà a stupirvi». MATURITA’ - Leonardo Moura è il giocatore più legato ad Adriano. «Tanto che presto verrò in Italia a trovarlo — racconta —. In questo anno e mezzo sono cambiate molte cose, in campo e fuori. Da una parte Adriano avrà il conforto della compagnia di una famiglia, dall’altra vi dimostrerà che è un uomo e un giocatore più maturo». LEADERSHIP - «Sarete felici di averlo di nuovo nel vostro calcio». Rodrigo Alvim è arrivato da poco al Flamengo, ma ne ha già subito il fascino. «Su di lui hanno detto tante cose, ma restano i fatti: ha vinto il titolo brasiliano ed è stato il capocannoniere del campionato. Traguardi che non si raggiungono per caso. Eppoi è un vero leader». VOGLIA PAZZESCA - Ronaldo Angelim è un difensore, uno che ha saggiato la crescita di Adriano giorno dopo giorno. «Grasso? Finito? A sentire queste cose mi viene da ridere. Vi garantisco che ha una forza straordinaria e marcarlo è un incubo. Avrà ancora successo e sarà di nuovo l’Imperatore. Ne sono sicuro, anche per la voglia che ha di diventarlo. Ce ne ha parlato nello spogliatoio: ha un carica pazzesca. Questa sarà la vendetta di Adriano. Non date credito alle voci, chiedete in giro e scoprirete che qui tutti lo amano: la dimostrazione di che persona è». PERSEGUITATO - È tardi, un dirigente chiama la ritirata ma il portiere Bruno vuole approfondire il concetto: «Finalmente tornerà a vivere sereno. Qui non poteva farlo perché tutto veniva ingigantito, lui non poteva neppure tornare a trovare gli amici nella favela dove è cresciuto senza essere dipinto come un trafficante. In Italia lo lascerete vivere e il resto lo farà il campo: il suo tiro resta spaventoso, la palla va su e giù, non sai mai dove arriva». Il giovane difensore Fabricio è triste: «È come se partisse mio papà. Lui era un esempio e aveva sempre un consiglio per me e agli altri giovani». L’ultimo a salutarlo è Camacho: «Hanno detto tutto di lui, io voglio solo augurargli tanta fortuna, la merita».