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La Roma diverte si diverte. Di questi  tempi, credeteci, non è poco e ne sarà convinto anche Dan Friedkin, che al contrario del suo predecessore Pallotta, non manca mai di seguire le evoluzioni  della creatura da poco acquistata. Decimata in teoria dal maledetto virus che le ha tolto tre dei suoi leader, da Dzeko a Smalling passando per Pellegrini confinato in panchina, la squadra costruita da Fonseca pezzo per pezzo anche a dispetto dei santi, travolge tutti e cresce rubando l’occhio anche grazie a personaggi inattesi.

Così l’emergenza rivela che le riserve possono essere all’altezza dei  titolari come nel caso di Ibanez, che si prende cura del temutissimo Gervinho; come Villar, secondo me destinato a un grande futuro, padrone del centrocampo; e come, udite udite, Borja Majoral, lo scarto del Real Madrid che apre il festival con un pregevole sinistro dopo l’imbeccata deliziosa di Spinazzola. Poi bisogna parlare di Mikhiytarian, che sembra vivere una seconda giovinezza per come si muove in piena leggerezza. La sua doppietta merita la copertina come la rincorsa nel finale del primo tempo, umile e generosa, per aiutare la difesa in difficoltà.

Liverani non è un minestraro come il suo predecessore D’Aversa e agli occhi dei parmigiani avrà solo il difetto di avere il cuore romanista, ma nella sua squadra c’è un difetto significativo che i numeri rivelano in modo impietoso: il Parma è una delle squadre italiane che tengono meno la palla, atteggiamento che avrebbe scandalizzato il Barone Liedholm. Se si tratti di una scelta ideologica non so dire, ma certo non si può pensare che tutti i problemi possano essere risolti dalle volate di Gervinho. Il 3-5-2 opposto alla Roma si è presto trasformato in una trappola mortale nella quale sono caduti Grassi e Osorio, incapaci di frenare le incursioni di Spinazzola, che in questo momento è uno degli incursori mancini più forti d’Europa. Davanti Inglese non è mai riuscito a collegarsi con Gervinho e anche Sohm, diciannovenne speranza di provenienza elvetica, è rimasto impigliato alle scorribande di Kardskorp , reduce da un drastico intervento sulla capigliatura che al contrario di quanto accadde a Sansone è sembrato rinforzarlo: suo l’assist perfetto per il secondo gol di Mikhytarian.

Il nuovo direttore generale, portoghese come il tecnico, trova la situazione ideale per dimostrare il suo valore. Una squadra che crede in quello che fa con una forte e inedita connotazione iberica (cinque spagnoli oltre ai portoghesi), uno scenario assolutamente inedito.



IL TABELLINO
ROMA-PARMA 3-0 (primo tempo 3-0)

Marcatori: 28′ Mayoral, 32′, 40′ Mkhtaryan
Assist: 28’ Spinazzola, 40’ Karsdorp

Roma (3-4-2-1): Mirante; Mancini, Cristante, Ibanez (53′ Jesus); Karsdorp, Villar (79′ Diawara), Veretout, Spinazzola (79′ Peres); Mkhitaryan, Pedro (79′ Pellegrini); Mayoral (65′ Perez)
Allenatore: Fonseca

Parma (3-5-2): Sepe; Osorio (62′ Brunetta), Bruno Alves, Gagliolo; Grassi (82′ Busi), Kucka (62′ Kurtic), Sohm, Cyprien, Pezzella (86′ Iacoponi); Inglese, Gervinho (62′ Karamoh)
Allenatore: Liverani

Arbitro: Manganiello