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Prima De Rossi, poi Vucinic. Gli impegni con le Nazionali non risparmiano nemmeno questa volta i giocatori giallorossi. Sia il centrocampista che l'attaccante infatti sono tornati acciaccati e molto probabilmente non ci saranno sabato contro il Genoa. Il montenegrino soffre per una contrattura al bicipite femorale rimediata nella partita contro la Svizzera (vinta grazie a un suo gol) e si sottoporrà oggi ad ulteriori controlli per conoscere l'entità del problema. Probabile il suo ritorno nella sfida di Champions contro il Basilea di martedì prossimo.

Non è però la prima volta che Vucinic torna infortunato da un impegno con la Nazionale: nel 2006 saltò il Mondiale per un infortunio riscontrato nel ritiro, quando allora il Montenegro era legato alla Serbia. Il 31 marzo del 2009 Vucinic, impegnato in Montenegro-Georgia, accusò problemi di pubalgia e rientrò in campo solo dopo due mesi, con Spalletti che non la prese affatto bene. Quest'anno dopo il doppio impegno del Montenegro, il 3 settembre contro il Galles e il 7 settembre contro la Bulgaria: l'attaccante della Roma si fa male alla schiena nella prima delle due gare, salta la seconda e rientra a Roma infortunato. Proprio come è successo in questi giorni. Una coincidenza non gradita a Ranieri, che ieri ha chiesto spiegazioni allo stesso giocatore.

Quello di Vucinic è il dodicesimo infortunio accorso ai giocatori della Roma dall’inizio della stagione. L'ottavo per noie muscolari e il quinto rimediato in nazionale. Due giorni fa infatti si era fermato anche De Rossi per un edema ai gemelli del polpaccio sinistro. Oggi il centrocampista farà l'ultimo tentativo, ma Ranieri non vuole rischiarlo visti i tanti impegni che aspettano la Roma in questi due mesi prima della sosta natalizia. Lo stesso discorso vale per Perrotta, che ieri si è allenato ma che soffre da giorni per un problema al tendine d'Achille. Ranieri sarà quindi costretto a schierare la coppia Brighi-Pizarro dietro al discusso duo formato da Totti-Borriello con Menez largo a sinistra e Taddei sulla destra in un atipico 4-4-2.

(Leggo - Edizione Roma)