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Tutto in pochi giorni, tutto per provare a cambiare una rotta che non sembra più a dritta. La Roma sta giocando una partita su più fronti impegnata in campo nella sfida che la vedrà affrontare il Siviglia per la corsa all'ultimo obiettivo rimasto, l'Europa League, e fuori dal campo nell'altrettanto delicata, ma fondamentale, questione della cessione societaria. In mezzo il presidente James Pallotta che sta provando a barcamenarsi in un finale di stagione che non lascia alcuno spazio di manovra.

LA CORSA AL CLOSING - Vi abbiamo raccontato a più riprese come il patron americano della Roma sia stato di fatto abbandonato da tutti i suoi soci, i quali stanno spingendo per una cessione affrettata al punto da non voler sottoscrivere neanche l'aumento di capitale promesso in bilancio a inizio anno. Per questo tutti stanno spingendo per completare la cessione all'unico vero acquirente credibile rimasto in corsa ovvero quel Dan Friedkin che però è fermo da tempo sulla sua offerta da 575 milioni e non ci sta a giochi al rialzo.

"L'OFFERTA DAL KUWAIT" - Unica e vera offerta perché anche nella giornata di ieri tramite un curioso tweet dal profilo, non verificato, di Fahad Al-Baker è rimbalzata ancora l'opportunità di un'offerta da parte di un fondo del Kuwait: "Ora posso confermare di aver presentato un’offerta a James Pallotta per l’acquisizione dell’AS Roma, attraverso il mio intermediario Alharit Alateeqi. Stiamo aspettando la risposta di Pallotta". Un'offerta però smentita prontamente dallo stesso magnate americano: "Non so neanche chi sia questo Al Baker, magari hanno fatto un'offerta a un'altro Pallotta...".
OBIETTIVO FERRAGOSTO - Per questo, ad oggi, rimane soltanto Dan Friedkin con cui, tra l'altro tante delle pratiche burocratiche che serviranno per la cessione societaria erano già state avviate prima della crisi per il Coronavirus. Per questo, secondo quanto appreso da Calciomercato.com, tutte le parti chiamate in causa stanno spingendo per provare a chiudere tutto l'iter entro il 15 di agosto e arrivare alla cessione entro fine mese.

SMALLING
- C'è però di più, perché se fuori dal campo la battaglia è aperta, molto sta ricadendo, inevitabilmente, anche sul lavoro della squadra in campo e sulle mosse future. Di fatto, c'è la volontà da parte della proprietà di non andare a intaccare nulla del quadro economico attuale, né di modificare gli asset (commerciali e di capitale umano) dell'attuale rosa. È per questo che, di fronte alla richiesta del Manchester United di un pagamento per la permanenza di Chris Smalling anche soltanto per la gara con il Siviglia, la dirigenza giallorossa ha detto no. Salvo clamorosi dietrofront, non ci sarà alcuna mossa di mercato prima del probabile closing, né in entrata né in uscita se non operazioni a costo zero e di scarso impatto. Priorità alla società, Fonseca in campo dovrà fare di necessità, virtù.