Ambito da mezza Europa, era arrivato in Italia per seguire le orme dei tanti talenti croati che si sono imposti sui grandi palcoscenici calcistici negli ultimi anni. E invece Ante Coric è rimasto fin qui dietro le quinte. L'oggetto misterioso del mercato estivo della Roma non ha mai messo piede sul terreno di gioco in questa stagione, neppure nei momenti di crisi in cui Eusebio Di Francesco sembrava ad un passo dal mandare in campo anche i pulcini. Un avvio di annata che non giustifica minimamente, inoltre, i 6 milioni di euro spesi solo pochi mesi fa per strapparlo alla Dinamo Zagabria. Un investimento che rimane avvolto nel silenzio.

INIZIO IN SALITA - L'annata della Roma è cominciata in salita. Dopo le fatiche iniziali in campionato, gli esperimenti tattici di Di Francesco hanno cominciato a coinvolgere anche chi fino a quel momento era rimasto ai margini della squadra. Zaniolo è stato lanciato da titolare nella delicata sfida del Santiago Bernabeu contro il Real Madrid. Kluivert ha scalato le gerarchie fra gli esterni d'attacco. Persino il prodotto del vivaio, Luca Pellegrini, ha avuto le sue chances in stagione. Insomma tutti (o quasi) tranne Coric. E pensare che in 4 stagioni a Zagabria, il croato vanta 102 presenze con la maglia della Dinamo e 15 gol realizzati. Un pedigree di tutto rispetto condito inoltre da 17 presenze in Champions League. A soli 21 anni non sono certo numeri da tutti.
VIA A GENNAIO? - Ieri Coric ha trovato il suo primo gol - seppur non in gare ufficiali - con la maglia giallorossa, nel 3-2 inflitto in amichevole alla Lupa Frascati. Un segnale che il giocatore c'è, sa mettersi a disposizione e non ha perso la voglia e il senso del gol. Ma il bilancio di questi primi mesi non sembra pendere in alcun modo dalla parte di una permanenza del croato nella capitale. Una partenza in prestito, magari in un club minore di Serie A - si è parlato di Chievo e Bologna, ma anche di Empoli, Sassuolo e Spal - potrebbe rivelarsi utile per lasciar crescere il ragazzo lontano dalle pressioni di Roma e dal rischio di restare un anno a marcire in panchina. Nella speranza di ritrovarsi, in un futuro prossimo, con un "nuovo Modric" fra le mura di casa.