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Cambia la proprietà, e cambia inevitabilmente anche tutto il mercato della Roma messo (si fa per dire) in piedi da Franco Baldini in queste settimane. Con l’ingresso di Friedkin e l’appianamento dei debiti, infatti, il club può respirare anche se nel primo anno (visto il vicinissimo inizio del campionato) non saranno permessi sogni di gloria. Il magnate texano, però, è stato chiaro: la Roma non venderà i suoi gioielli e se possibile la rosa verrà rinforzata. Con un budget di circa 80 milioni ai quali aggiungere i proventi derivanti dalle cessioni di esuberi come Under, Schick o Florenzi.

I GIOIELLI - Il primo lucchetto Dan lo metterà sull’armadietto di Nicolò Zaniolo con buona pace di Juventus o Tottenham. Il numero 22 rappresenta il veicolo mediatico perfetto della nuova era Friedkin e sarà blindato con un rinnovo da 3 milioni a stagione. Discorso simile per Lorenzo Pellegrini che attende da mesi l’eliminazione della clausola da 30 milioni. Sorride pure Edin Dzeko che non dovrà ridursi l’ingaggio e che non sembra avere intenzione di accettare l’offerta dell’Inter. Lo scheletro della prima Roma di Fonseca, quindi, dovrebbe restare quasi intatto. Almeno per quel che riguarda la formazione titolare.
IN ENTRATA - Le speranze di ritorno di Chris Smalling ora diventano concrete. Il difensore inglese, tornato alla base dopo la fine del prestito, vuole la Roma. E Fonseca lo rivorrebbe volentieri. Investimenti verranno fatti anche a centrocampo dove manca un vero regista. Per Tonali la strada è in salita, per Castrovilli meno. Sulle fasce verranno presi almeno due giocatori mentre in attacco basterà un vice Dzeko visto che dovrebbe essere confermato l’ingaggio a parametro zero di Pedro.

MANAGEMENT - Al gruppo Friedkin era piaciuto molto l’impatto con Gianluca Petrachi (presente negli incontri di gennaio-febbraio a Roma) anche se la situazione del dirigente salentino ora sembra compromessa soprattutto con Fonseca e parte dei senatori della squadra. Così dopo il tentativo a vuoto per Paratici, c’è la possibilità del ritorno di Walter Sabatini come responsabile area tecnica mentre come ds piacciono Nicolas Burdisso e Marcello Carli. Dell’attuale dirigenza resterà sicuramente il Ceo Guido Fienga mentre faranno le valigie Franco Baldini e Mauro Baldissoni. Quest’ultimo potrebbe seguire solo la questione stadio per ancora un anno. Nel nuovo Cda entrerà Ryan Friedkin, figlio di Dan e presente sul territorio a seguire le vicende di casa Roma, oltre ad Alessandro Barnaba, uno dei principali manager di JP Morgan che ha favorito i contatti tra Pallotta e Friedkin. Ed è romano e romanista.  Come Francesco Totti. Lo storico capitano è sempre più coinvolto nella sua agenzia è vuole provare a camminare sulle sue gambe, ma se Dan dovesse chiamarlo (di nuovo, dopo i primi approcci di qualche mese fa), sarebbe pronto a lasciare.