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Tutti a Roma si chiedono perché. E anche qui a Coverciano, dove De Rossi è tornato a essere un punto di riferimento dopo le esclusioni dell'anno scorso per il codice etico, si fanno la stessa domanda. Come può un giocatore del suo livello iniziare la stagione in scadenza di contratto? La risposta di Sabatini, non in pubblico, dovrebbe bastare: l'accordo andava trovato due anni fa. Questa la teoria del ds: difficile dargli torto. Ma dal passato ormai siamo al presente. E se si vuole approfondire la questione, è il caso di partire da una frase, semplice e sincera di De Rossi a Torshavn, nel dopopartita di Far Oer-Italia: 'Loro vogliono spendere meno, io guadagnare di più'. Più chiaro di così: manca l'intesa sull'ingaggio. E la distanza è ancora notevole tra quanto offre il club giallorosso e quanto chiede Daniele.

Il mezzo ultimatum del futuro presidente DiBenedetto è già evaporato: 'Noi vogliamo tenere De Rossi, ma dipende da lui'. Come a dire, deve dirci se accetta o no la cifra per il rinnovo messa a disposizione dalla nuova proprietà, a quanto pare ritenuta non idonea per la fumata bianca. Ci vorrà ancora tempo. Perché la negoziazione, tre mesi fa, ha prodotto una falsa partenza. Sabatini, con la formula dell'idea più che della proposta, prospettò al giocatore un anno di contratto allo stesso ingaggio della stagione in corso. Il ds gli spiegò che se si fosse trovato bene con il nuovo progetto a fine stagione avrebbe avuto altri quattro (o tre) anni da top player, in caso contrario la Roma lo avrebbe ceduto. Idea subito scartata.

Daniele, però, ha poi dato la disponibilità per un rinnovo completo, anche per conoscere le intenzioni della nuova società. Deludente la prima offerta: stipendio sensibilmente inferiore all'attuale che sfiora, con bonus agevoli, quasi i 5 milioni e 200mila netti. Più di Totti. Gli uomini di DiBenedetto hanno proposto un ingaggio inferiore a quello del capitano e premi meno facili da raggiungere. La base circa 4 milioni. Mentre il City chiamava Berti, il manager di De Rossi, proponendogli 9 milioni netti all'anno per il vicecapitano giallorosso. La differenza di 5 milioni ha creato lo stop momentaneo della trattativa. In più il procuratore del giocatore era impegnato con il mercato proprio come Sabatini, che non ha mai avuto offerte pesanti per il calciatore. Adesso si ricomincia da zero. I bonus e la formula innovativa non convincono Daniele. E soprattutto la base contrattuale. La Roma a 5 milioni e mezzo non è detto che arriverà. Ma per blindare De Rossi, libero dal 2 febbraio, forse ne serviranno anche di più.

(Il Messaggero)