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De Rossi in cuor suo ha scelto da tempo, è soltanto una questione di soldi. Non avarizia, bensì un riconoscimento all'attaccamento alla maglia e al rendimento costante, offuscato soltanto da una stagione, l'ultima, così così. 'Era un contratto che si doveva far prima...'. La sua voce sa di rammarico. Il pensiero vola al passato. Frammenti di vita a Trigoria, con la precedente gestione oberata di lavoro per sottoscrivere quattro milioni d'ingaggio ad Adriano o a rinnovare contratti pluriennali a Taddei e Juan, dimenticandosi tra l'altro pure di Mexes.

Thomas DiBenedetto si è insediato sul filo del rasoio. Fenucci ha iniziato a trattare, Baldini ora sta chiudendo l'affare. L'attuale società non ha potuto mai avere una posizione di forza sul giocatore, su cui fioccavano le richieste a doppia cifra (o quasi) di Manchester City, United, Real Madrid, Chelsea e Milan. Occorreva lasciar andare lo spago, ed è stato fatto. Il succo parla di cinque milioni netti di base più premi fino al 2016.

Proprio di bonus, nei prossimi giorni, discuteranno Baldini, Fenucci e Sergio Berti, il procuratore di De Rossi: ma queste non appaiono tematiche in grado di far saltare il banco. Magari non ci vorranno 'due settimane' come suggerito ottimisticamente dal direttore generale, però si può affermare con ragionevolezza che il tutto si chiuderà tra la fine di novembre e l'inizio di dicembre. Quando Roma sarà colorata di stelle e di luci, pronta a salutare l'evento natalizio. Con un regalo. Il più atteso e desiderato.