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La sosta per le nazionali può diventare il momento della verità per la stagione della Roma. Ma qui non si tratta di possibili soluzioni tattiche al vaglio del tecnico portoghese Paulo Fonseca o di piste di mercato che stanno prendendo forma in vista di gennaio, bensì di un incontro molto importante tra i vertici dirigenziali giallorossi per trovare una soluzione al caso infortuni.

INFORTUNI DA RECORD - A Trigoria inizia infatti a serpeggiare una fortissima preoccupazione per quella che in un primo momento veniva percepita come una maledizione, ma che in realtà potrebbe avere una spiegazione molto più empirica. I numeri raramente mentono e quelli di questa prima parte di stagione sono drammaticamente in linea con quelli della passata stagione: sono già 12 gli incidenti di natura traumatica o muscolare che hanno privato Fonseca di pedine importanti per proseguire la costruzione della squadra. Da Perotti a Under, passando per i vari Spinazzola, Mkhitaryan e Pellegrini e concludendo con gli ultimi significativi stop di Zappacosta, Dzeko e Diawara, l'infermeria giallorossa non è stata mai vuota da agosto ad oggi. Una tendenza negativa che parte da lontano e che nel passato campionato ha avuto una clamorosa escalation: se la media degli infortuni patiti dalle squadre europee era di 35,2, la Roma allenata da Di Francesco prima e Ranieri poi ha ampiamente sfondato questa soglia, con ben 56 problemi fisici accusati dai giocatori nel corso della stagione.

INTERVIENE PALLOTTA - Cifre riconducibili, secondo molti, alle cattive condizioni dei campi di Trigoria, come ha in qualche modo evidenziato pure il ds Petrachi: “I terreni a Trigoria sono sabbiosi e duri. Abbiamo rifatto un campo e presto ci dedicheremo a un altro. Speriamo che molti dei nostri guai dipendano dalle strutture”. Nasce da qui il prossimo confronto tra il CEO Guido Fienga e il presidente Pallotta a Boston per trovare un rimedio efficace e definitivo, dopo aver richiamato il discusso preparatore statunitense Ed Lippie.