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Se non fosse Special, e se non avesse tre anni di contratto da sette milioni netti a stagione, lo avrebbero già cacciato. Come successo al Manchester United, tre anni fa; o come accaduto al Tottenham, nella scorsa primavera. Invece Mourinho, stella cadente, rimane ancorato alla Roma, intoccabile per tutti: per i Friedkin, che sul portoghese hanno investito denaro e speranze, e per i tifosi giallorossi, i quali confidano in lui per riuscire a avere dalla proprietà una squadra forte grazie a investimenti massicci. Già, ma cosa possono inventarsi i padroni americani più di quanto hanno fatto in quest’ultimo periodo? Mentre tutte le società piangono miseria, loro si sono impegnati a spendere quasi 90 milioni nell’ultimo mercato estivo e anche a gennaio stanno comunque lavorando per andare incontro alle richieste dell’allenatore. Il quale, per ringraziarli, prende ogni giorno a martellate l’organico, riducendone automaticamente il valore economico oltre che l’autostima: ha perso 6-1 dal Bodo-Glimt e ha massacrato quattro o cinque giovani; ha subito una rimonta mai vista dalla Juve e ha disintegrato Shomurodov, pagato 18 milioni qualche mese fa, per un errore fatale (facendo confusione tra il secondo e il terzo gol incassato, tra l’altro, un segnale di lucidità non eccelsa).

I numeri di Mourinho sulla panchina della Roma sono impressionanti. Anche e soprattutto se paragonati a quelli del suo predecessore Fonseca, il quale è stato mandato via come se fosse il vero male della squadra giallorossa. In 21 partite, l’ex Special One ha conquistato 32 punti, rispettivamente 7 e 9 in meno rispetto al suo connazionale nelle ultime due stagioni. Incredibile il dato delle sconfitte: Mou ne ha subite addirittura 9, Paulo 8 (ma in due campionati, 4 nel primo e 4 nel secondo, più una a tavolino contro il Verona per un errore burocratico sull’impiego di Diawara). Nell’ambiente romanista, molti lamentavano l’incapacità dei giallorossi di fare risultato contro le grandi squadre. Ebbene, negli 8 incontri con le altre “sei sorelle”, José ha conquistato appena 4 punti: 3 con l’Atalanta e 1 con il Napoli. Nelle rimanenti 6 gare ha sempre perso, perfino quando si è trovato avanti 3-1. La colpa? Dei giocatori, ovviamente.
Eppure Mourinho gode, a Roma, di un credito che non viene scalfito nemmeno dall’evidenza dei numeri, dei comportamenti, delle parole. Tutti continuano a essere convinti che la Roma stia affondando perché la squadra è modesta, anche se ha aggiunto 90 milioni di calciatori a quella che l’anno scorso sarebbe dovuta arrivare in Champions. E anzi è l’allenatore, come abbiamo raccontato proprio oggi su Calciomercato.com, che pone le condizioni: comprate ancora o potrei andarmene. E’ la forza del passato, e il passato di Mou è grandioso. Tanto che gli permette di essere osannato anziché esonerato, nonostante un presente disastroso.

@steagresti