Il patto dei lupi, tanto per riprendere il titolo di un film. O semplicemente l’accordo dei senatori. Quegli stessi senatori che avevano perso il consenso di pubblico e media appena un mese fa. La rinascita della Roma targata Di Francesco (che ieri ha ottenuto il pass per i quarti di Champions) passa proprio dai piedi di Dzeko, De Rossi, Nainggolan, Strootman e Florenzi. I più bersagliati, i più deludenti di una stagione ha vissuto una profonda crisi ma che ora sembra vivere di nuova luce grazie alle imprese di Champions e ai ritrovati risultati in campionato. Tutto è nato proprio dopo la trasferta di Donetsk e il ko con il Milan. In quei giorni la squadra ha ascoltato i discorsi di Di Francesco e ha deciso di schierarsi apertamente col tecnico. 

DZEKO GOODBYE CHELSEA - Il nome più luccicante della serata da sogno con lo Shakhtar è quello del bosniaco. Al primo gol in una gara ad eliminazione diretta di Champions, all’ennesima rete pesante di un’avventura che è nata male, proseguita bene e che ha rischiato di incrinarsi a gennaio quando il Chelsea aveva deciso di portarlo via da Roma. Lui ha detto no, “per vivere serate come questa” ha detto ieri. Ma più che altro per amor di Roma. Le prime settimane sono state dure e c’è già chi rimpiangeva la mancata cessione. Di Francesco ha continuato a dargli fiducia totale. Poi è arrivata la fantastica doppietta di Napoli, e ieri un gol che ha portato l’Olimpico intero a gridare il nome di Edin. 

NAINGGOLAN NINJA 2.0 - Il capodanno, le voci cinesi, uno stato di forma perso. Radja sembrava la brutta controfigura del top player visto l’anno scorso. Anche lui però ha deciso di darci un taglio: alla cresta, ai malumori e ai problemi con un ruolo tattico che non sentiva più suo. Nainggolan ha subito un’evoluzione: meno gol, meno apparenza ma tanti assist e un lavoro sporco per la squadra che l’ha portato a essere tra i migliori nelle ultime tre uscite. 

IL CAPITANO DE ROSSI - E’ il suo terzo quarto di finale di Champions, non poco per un giocatore della Roma. Anzi, un record. E lui questo obiettivo se l’è sudato più degli altri. Il peso dell’età, infatti, stavolta è andato dalla parte della bilancia giusta e contro Napoli, Torino e Shakhtar Daniele è tornato il Capitan Futuro di un tempo. Quello decisivo a Roma e in Nazionale. Da vero capitano si è preso la responsabilità di alzare un gruppo a pezzi, e di rimediare alla manata a Lapadula che coincise con l’inizio della crisi giallorossa. Chissà che in azzurro…


STROOTMAN E FLORENZI - I brutti ricordi, gli infortuni, la difficoltà a tornare pieno regime sono alle spalle. L’olandese ha ripreso a far centrifugare la Lavatrice come ai bei tempi attirando di nuovo l’interesse dei top club italiani ed esteri. Alessandro, nonostante un ruolo non proprio congeniale alle sue caratteristiche, ha allontanato le voci del mancato rinnovo e ha accumulato col tempo più alti che bassi. Entrambi hanno il futuro incerto, ma se continuano così lasciarli andare via sarebbe un delitto.