Roma-Juventus 0-0

ROMA

ALISSON 6,5
: Spegne l’entusiasmo di Dybala con un’uscita alla Spider Man versione Amazing nel primo tempo. Poi gestisce qualche pallone bollente coi piedi, prima di alzare il braccio per il fuorigioco di Dybala. Conclude di nuovo a porta inviolata, ora in testa c’è un Mondiale da protagonista. Che portiere!  

FLORENZI 5,5: A correre, corre come un matto provando a tenere lontano dalla zona pericolo Mandzukic. Però arriva poco sul fondo e continua a suonare una canzone che, ritornello a parte, non conquista il cuore di chi la ascolta. Anche da calcio piazzato è poco velenoso al termine di una stagione (per lui) davvero poco esaltante. Ora partirà la telenovela rinnovo.    

FAZIO 6,5: Contro i due compagni di nazionale passa una serata da Asado, nel senso che deve solo controllare che la carne non si bruci e che la tavola resti ordinata. Così quando ha un attimo di tempo prova pure la sortita offensiva alzando il baricentro di una Roma che ha provato a rimandare la festa scudetto della Juve.    

JESUS 6: Compatto come un Crossover sia nel prendere a spallate Higuain sia nel cercare di accorciare gli spazi a Dybala. Concede qualcosa solo in fase di appoggio, per il resto si conferma difensore di riserva affidabile e all’occorrenza cattivo il giusto.  

 KOLAROV 6,5: Duro e ancora maledettamente famelico di vittorie. Aleksandar Magno, se si eccettuano un paio di riposi più che meritati, ha condotto una lunga campagna conclusa con più vittorie che cicatrici. Anche stasera mette in riga Bernardeschi e soprattutto nel primo tempo taglia due palle tese niente male al centro dell’area avversaria.  Nella ripresa per poco non provoca l’autogol di Pjanic.  

PELLEGRINI 6,5: Finalmente aggressivo oltre che ordinato. Come quando dopo 7 minuti strappa l’anima a Matuidi e consegna a Dzeko un pallone che difetta solo di qualche centimetro. Al 25’, invece, tenta l’euro gol con un tiro a giro che strappa gli applausi dell’Olimpico. Gli manca la carta finale per concludere la scala. La Juve lo segue da tempo, oggi ha un motivo in più per addolcire lo sguardo. (72’ Gonalons ng: quando entra la partita è sui suoi ritmi: lenta)  

DE ROSSI 7: Non gli pare vero di aver tutto quel campo a disposizione per portare lo stendardo di Roma ben oltre la linea di centrocampo. Quando la Juve poi decide di far avanzare le truppe, è bravo a tenere tutti sull’attenti. Il recupero in scivolata su Higuain è da ola, poi sbaglia un appoggio all’indietro che per poco non manda in porta Higuain. Ma è l’unica macchia su una partita ad alta intensità. (81’ Strootman ng)  

NAINGGOLAN 5: Amici sì, ma senza fare favori. Il Ninja toglie il saluto a Pjanic, e dopo 10 minuti gli ruba un pallone che spara alto anziché servire Dzeko. Sventaglia aria fresca pure quando manda Under a campo libero con un lancio simil Totti. Poi scartavetra il quadro troppo barocco di Bernardeschi con tackle e pressioni alla Radja. Troppi strappi però sul quadro bianconero gli provocano un doppio giallo in pochi minuti che gli fa concludere la stagione prima del previsto. Con la Juve per lui è sempre una battaglia.  

UNDER 6: Sfida Alex Sandro su tecnica e velocità. Un affronto contro il miglior terzino sinistro della serie A che però vede il turco vincere più di un round. Cengiz aumenta i giri nella ripresa ma è costretto ad abbassarsi un po’ dopo il rosso a Nainggolan e alla lunga Sandro prende il sopravvento. Esce zoppicando. (80’ Schick ng)  

DZEKO 6,5: Possibile che più passano i giorni, più diventa forte? Anche oggi Edin ha provato a far brillare la stella del cavaliere più luminoso della costellazione giallorosso. Non è entrato nel tabellino marcatori, né ha impegnato l’ex amico Szczesny ma se la Roma si trascina oltre l’ostacolo nonostante la fatica è soprattutto grazie al suo grande lavoro di uomo-squadra a tutto campo. Poi subentra una stanchezza comprensibile dopo quasi 50 partite da titolare.  

 EL SHAARAWY 6: Il finale di stagione riscatta qualche puntata decisamente noiosa. Dopo aver “faraoneggiato” col Liverpoool, Elsha prova a mettere brio pure nell’ultima all’Olimpico. Qualche passo è decisamente affascinante, ma gli manca il colpo di scena giusto per lasciare tutti a bocca aperta.    

DI FRANCESCO 6,5: La Champions gliel’ha consegnata nelle mani Spalletti ieri sera, ma nessuno parli di regali. Eusebio ha condotto una stagione che ha visto la Roma stupire in Europa e raggiungere l’obiettivo prefissato a inizio anno in campionato. Anche stasera la squadra ha mostrato voglia di vincere, ma pure tanta stanchezza. Gli manca qualche ricambio, ma anche in 10 ha tenuto botta. Brutto veder festeggiare la Juve di nuovo, ma Eusebio poteva poco in questo.  

JUVE

​SZCZESNY 6:
tiri veri e propri non ne arrivano, gli basta gestire con sicurezza alcuni palloni

DE SCIGLIO 6.5: rientra appena in tempo per partecipare alla festa scudetto, disputa una prova gagliarda

RUGANI 6.5: titolare a inizio campionato, poi di nuovo prezioso in questo finale di stagione, controlla Dzeko senza colpo ferire

BARZAGLI 6: barcolla, scivola, ma non crolla mai del tutto

ALEX SANDRO 6: Under è un osso duro in questa fase e lui dà il meglio quando c'è da spingere

PJANIC 6: ne dà e ne prende, per lui non sarà mai una partita come le altre

MATUIDI 6: gettato nella mischia all'improvviso per il problema di Khedira nel riscaldamento, anche nel centrocampo a due fornisce tutto il suo bagaglio di corsa e dinamismo

BERNARDESCHI 6.5: torna titolare a distanza di tre mesi dal derby, è pimpante palla al piede e attento in ripiegamento, almeno finché ne ha (67' DOUGLAS COSTA 6: un paio di giocate in una non-partita che si avvicina stancamente al novantesimo)

DYBALA 6.5: attacca ma non fa male in una notte che non vede nessuno cercare con troppa convinzione la via della rete, costringe Nainggolan all'espulsione e trova la giocata migliore in occasione della rete annullata per fuorigioco

MANDZUKIC 6: torna esterno, si limita all'essenziale

HIGUAIN 6: dopo la panchina di mercoledì rientra in campo affamato, ma non ha una vera palla gol

All. ALLEGRI 6.5: calcolatrice alla mano vince questa sera lo scudetto, ma il settimo tricolore consecutivo se l'era già cucito sul petto. Il suo cammino sulla panchina bianconera è semplicemente straordinario