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Senza Champions e con l’eredità di Monchi da smaltire. La Roma rinata sull’asse Petrachi-Fonseca fa già i conti col proprio futuro. Con tre certezze: il mercato di domani sarà come l’ultimo, giovani da acquistare e valorizzare e trentenni in prestito per evitare nuovi casi Nzonzi o Pastore, esuberi costosissimi a bilancio. Secondo: il club dovrà recuperare almeno 60 milioni dal mercato per la mancata partecipazione alla Champions. Di qui, sempre secondo La Repubblica, il terzo punto: uno tra Under e Zaniolo sarà sacrificato la prossima estate, anche perché se lo scorso anno servirono 120 milioni di plusvalenze, a giugno ne serviranno a questo punto 60 in più. 

L’obiettivo è ridurre le spese, gravate da chi ha riempito la rosa di costi insostenibili, che oggi incidono per il 100% almeno sui ricavi. L’obiettivo è di recuperare almeno il 70% del valore a bilancio (senza sperare in altre plusvalenze) dei giocatori ceduti in prestito, da Schick a Nzonzi fino a Olsen e Karsdorp. Unica strada per invertire la tendenza, lo stadio. Ma Tor di Valle è impantanata al Comune, dove la paura di altre azioni pare più forte della volontà di chiudere l’iter e dare il via alla costruzione. Così nasce il piano B di un impianto a Fiumicino: che consentirebbe in poco tempo di salvare una parte degli 80 milioni già spesi per la progettazione.