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Roma-Sassuolo 4-2

Pau Lopez 6
: Bravo probabilmente lo è, fortunato lo è di certo. Quinto palo in meno di 110’ nelle ultime due giornate. Ma la fortuna, come scriveva Machiavelli, va meritata. Lo spagnolo parla tanto con la difesa (ricordate Olsen?), mantiene alta la regia del reparto e si fa trovare pronto nelle occasioni che capitano. Sulla punizione di Berardi sbaglia posizionamento e pure sul raddoppio non sembra esente da colpe. 

Florenzi 6: Dopo gli ettolitri di sudore spesi in campo nelle prime due giornate, oggi può finalmente allargare le branchie e godersi i movimenti di una squadra che sa come muoversi. Accompagna spesso l’azione, prova qualche sortita offensiva, sventaglia due palloni niente male. Dietro però balla sempre. Lo dimostra in occasione del secondo gol di Berardi. Non solo per stanchezza, ma per evidente incompatibilità col ruolo. (28’Spinazzola ng: esordio anche per lui)

Mancini 6: Inizia con modi rudi per far capire a Caputo e Berardi che questa Roma non è la Samp affrontata dal Sassuolo prima della sosta. Prosegue con ordine, tranquillità, intelligenza tattica. Miglioramenti anche in fase di impostazione. In attesa di Smalling Fonseca si gode il più giovane del reparto. Va pure vicino al gol, non una novità per lui. Nel finale cade nel tranello dell’eccessiva sicurezza. 

Fazio 5,5: Poteva essere una domenica di straordinari viste le caratteristiche del gioco di De Zerbi. Invece per il Comandante la serata sembra passare liscia come l’olio tra una spallata a Berardi e un ruggito a Defrel. Decisamente un’altra storia la ripresa quando cala l’attenzione e Berardi gli sfugge troppe volte. Resta il leader di un reparto da registrare. 

Kolarov 6,5: Aveva già scaldato il sinistro dal dischetto prima del glaciale no del Var. Ci pensano i compagni oggi a far salire il tesoretto Fantacalcio. Interviene come un chirurgo tra le linee disordinate di Duncan e Berardi senza esagerare. Incursioni come al solito interessanti. Dietro, però, serve maggiore attenzione.  


Veretout 7: Air Jordan fa subito volare la regia utilizzando muscoli e dinamismo. Quelle caratteristiche che erano mancato nelle prime due giornate senza il francese.  Anche quando sbaglia (e capita) corre a rincorrere errori e avversari. A testa e bavero alto. Non farà triplette come ai tempi viola, ma è maledettamente utile in un ruolo 

Cristante 6,5: Dodici minuti per aprire il buffet del gol. Il suo colpo di testa infrange subito le speranze del Sassuolo e riscatta un mese scialbo. Si rimette al fianco di Veretout approfittando del lavoro in copertura del francese per liberarsi di qualche granello di sabbia dall’armatura. Gestisce bene i palloni che gli capitano sui piedi pur perdendo qualche sbadiglio di troppo.  

Mkhitaryan 7,5: Ovazione al suo ingresso in campo, ci mette qualche minuto per prendere confidenza. Poi passa subito a dare del tu senza troppe timidezze. Ottiene il numero al 22’ quando infila Consigli di sinistro facendo deflagrare l’Olimpico. Altra magia al 45’ quando d’esterno invola Kolarov. Parla sette lingue, ma quella che universalmente capisce meglio è la comunicazione coi piedi. Che giocatore.   

Pellegrini 7,5: Pennellate da Monet per la testa di Cristante e il piede di Mkhitaryan,  prima aveva usato la tempera dura per scardinare con Dzeko la difesa del Sassuolo. Non contento ritira fuori la tela e regala pure a Kluivert la gioia del primo gol stagionale. Ora se ne è accorto anche Fonseca: Lorenzo fa vedere le stelle quando è più vicino al pianeta Dzeko, alle costellazioni d’attacco. Nella ripresa coglie pure il palo.E’ più felice, è più consapevole.   Al 28’ un’entrata scortese su Berardi gli costa un giallo che sa di arancione. (39’st Pastore ng: fischi, evitabili. Ma si divora un gol mastodontico)

Kluivert 7,5: A sorpresa strappa la fiducia del governo Fonseca. La ripaga dopo 3 minuti guadagnandosi un rigore che il Var annulla, ma stavolta non si accontenta come accaduto in passato. I suoi strappi fanno male alla difesa del Sassuolo che al 33’ gli lascia campo libero per prendersi quella gioia che inseguiva da tanto.  Ma mezzo voto in più glielo diamo per quel fallo su Berardi al 41’. Perché? Finalmente è più di un giocatore con la brillantina, sa ascoltare. Ed aiutare. (27’st Zaniolo 6,5: il grande escluso. Si vede che ha voglia di spaccare) 

Dzeko 7: Quando innesca la presa rettile da super Dzeko fa impallidire il super eroe dei cartoni animati suo omonimo. Poi tira fuori pure i super muscoli e fa fare una figuraccia a Consigli. Sembra rivitalizzato, anche fisicamente. Sfiora il raddoppio almeno altre tre volte. Fonseca e Petrachi lo hanno convinto a restare. Meno male.  

Fonseca 7,5: Non sbaglia una mossa. Benvenuti nel suo magico mondo.  La Roma post vacanze è questa qui, e speriamo duri tanto, tantissimo tempo. Dimenticate le incertezze di fine agosto ecco il bel gioco chiesto dal portoghese che sveste i panni da aperitivo per entrare nel vivo della serata. Nei primi 35 minuti la sua squadra è una schiacciasassi, una macchina da gol che fa brillare il nome del portoghese in una serie A che fin qui aveva sottovalutato il lavoro di Paulo. La fase difensiva, però, è ancora da registrare.